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Il co-fondatore di Warhorse Studios spera che GTA VI porta a un aumento dei prezzi dei videogiochi
In una recente intervista concessa ai microfoni di PC Gamer, il co-fondatore di Warhorse Studios ed executive producer di Kingdom Come: Deliverance II, Martin Klíma, ha espresso la propria opinione sullo stato dell'industria videoludica e sul possibile impatto del prezzo di Grand Theft Auto VI. Pur ammettendo francamente di non comprendere l'enorme attrattiva esercitata dalla saga di Rockstar Games e di non avere intenzione di giocarci, Klíma ha dichiarato di augurarsi il pieno successo commerciale del titolo. La ragione risiede nella speranza che l'introduzione del prezzo base di 80 dollari (fino a 100 dollari per l'Edizione Ultimate) possa sdoganare un incremento generalizzato dei prezzi di vendita, definito dallo sviluppatore come un passaggio ormai "dovuto e fondamentale per consentire la sopravvivenza del settore" a fronte dei costi di produzione sempre più elevati.
Secondo Klíma, azienda del calibro di Take-Two Interactive e Rockstar Games sono tra le pochissime entità nell'intero panorama videoludico a potersi permettere il rischio di alzare l'asticella economica senza temere contraccolpi devastanti. L'idea che il mercato debba adattarsi a nuove soglie di prezzo trova riscontro anche nelle parole del CEO di Wardogs, lo sparatutto di grande successo disponibile dal mese scorso su Steam, secondo cui non ha alcun senso che i videogiochi continuino a costare così poco al fronte di costi in crescita e la mole di ore di divertimento che offrono.
In Italia, ricordiamo, la situazione è un po' diversa. Grand Theft Auto VI costa infatti 79,99 dollari in Nord America, dove i videogiochi Tripla A vengono normalmente venduti a 69,99, mentre in Europa il prezzo è rimasto lo stesso di sempre: 79,99 euro per l'edizione Standard e 99,99 euro per l'Ultimate.