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Xbox reset: Game Pass avrebbe meno della metà degli abbonati auspicati da Microsoft
Tra le cause della tempesta abbattutasi su Xbox tra licenziamenti e studi venduti o ridiventati indipendenti troviamo certamente la mancata crescita del Game Pass, sulla quale la passata dirigenza di Microsoft Gaming guidata da Phil Spencer puntava per il rilancio dell'intera divisione gaming della casa di Redmond.
In un articolo che riassume le ultime, importanti iniziative prese da Asha Sharma e dalla nuova dirigenza di XBOX, la redazione del Wall Street Journal prende spunto dalle indiscrezioni ottenute dalle proprie fonti interne a Microsoft per svelare un dato che, se confermato, contribuirebbe a fare ulteriore luce sulle motivazioni addotte dalla casa di Redmond per avviare questa pesante ristrutturazione.
A voler dar retta alle gole profonde del WSJ, Xbox Game Pass conterebbe attualemente 30 milioni di abbonati a livello globale, un numero di per sé elevato ma non sufficiente a giustificare gli enormi investimenti compiuti dal colosso hi-tech americano per supportare la strategia della passata gestione a guida Phil Spencer.
Come rimarcato dagli stessi giornalisti della prestigiosa testata statunitense, nella documentazione prodotta da Microsoft nei procedimenti legali relativi all'acquisizione di Activision Blizzard la casa di Redmond ragionava sugli enormi investimenti compiuti ritenendo che, nel 2026, il Game Pass sarebbe cresciuto al punto da raggiungere all'incirca 77 milioni di iscritti.
Dall'ingresso di Activision nella galassia di sussidiarie di Microsoft Gaming ad oggi, è altresì importante sottolineare come l'industria videoludica sia andata incontro a numerosi cambiamenti ed è stata costretta a confrontarsi con problemi di portata storica (dalla crescita esponenziale dei costi di sviluppo alla crisi delle memorie, passando per i dazi e le problematiche post-COVID di natura logistica).
La stessa dirigenza di XBOX si dice perfettamente consapevole della necessità di resettare la propria strategia per rispondere alle nuove sfide dell'industria videoludica moderna. Se da un lato, quindi, Asha Sharma ritiene che per la divisione verdecrociata di Microsoft sia giunto il momento per una profonda ristrutturazione, dall'altro lato l'esponente di XBOX sostiene che il Game Pass era e rimane un elemento centrale della visione della compagnia.
Il passaggio della lettera aperta in cui Sharma conferma che Microsoft continuerà a investire in maniera massiccia su Xbox, quindi, lascia presagire persino un aumento degli investimenti compiuti dall'azienda americana per supportare il proprio servizio in abbonamento, presumibilmente con ulteriori accordi sanciti con case di sviluppo terze per rimpolpare di contenuti il Game Pass attraverso nuovi giochi disponibili dal day one. La situazione in casa XBOX, però, è talmente fluida e imprevedibile da rendere praticamente impossibile ogni previsione futura. Quanto al futuro delle esperienze a marchio Xbox, se non altro, dalla lettera di Sharma arriva una buona notizia: nessuno dei giochi first-party già annunciati, come Senua o State of Decay 3, è stato cancellato.
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