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Lo Yemen riconquista il controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb
"Alba dello Yemen": si chiama così l'operazione militare su vasta scala con cui le forze del governo yemenita, sostenute dall'Arabia Saudita, hanno attaccato gli Houthi, riconquistando di fatto dopo un mese il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb, sul Mar Rosso, dove passa una delle rotte mondiali più importanti per il trasporto di petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo.
Le forze governative sono avanzate rapidamente lungo la costa, con la copertura di un centinaio di caccia sauditi, per conquistare posizioni chiave nell'area di Dhubab, nel punto più esile dello stretto. Riconquistata anche la pista di atterraggio di Dhubab e isolate le restanti forze Houthi nella zona, anche se una fonte governativa ha riferito che i combattimenti continuano presso una base militare vicino allo stretto. Per gli Houthi ora diventa più difficile interrompere il traffico marittimo, ma potrebbero comunque colpire le navi con droni da posizioni più a nord lungo la costa e nell'entroterra. Nel frattempo, i ribelli yemeniti hanno compiuto importanti avanzamenti nei pressi della città di Taiz, conquistando alcuni tratti di una strada di montagna e lasciando sotto assedio le forze governative presenti nella zona. Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale aveva annunciato la controffensiva domenica, mentre il presidente Rashad al-Alimi ha giurato di combattere "fino a quando il Paese non sarà liberato dalla morsa della milizia terroristica". I contrattacchi sono stati lanciati su diversi fronti, anche nella provincia di Sanaa, la capitale dello Yemen. Riad, che arma e addestra le forze governative yemenite, sostiene la campagna militare con la propria potenza aerea e ha chiesto aiuto logistico agli alleati per respingere gli Houthi, ripristinare la libera navigazione nel Mar Rosso e porre fine agli attacchi del gruppo contro il proprio territorio. Nei suoi bombardamenti nel governatorato di Sana'a sono rimaste uccise due persone, tra cui una studentessa, mentre altre sette sono state ferite. Stallo invece sul fronte iraniano, dove Teheran ha avvisato che "se scoppia una guerra contro di noi, le fiamme travolgeranno tutti". Ali Fadavi, consigliere del comandante dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha affermato intanto che, per la prima volta, in questo momento non c'è nessuna nave statunitense nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo di Oman e neppure nella parte settentrionale dell'Oceano Indiano. "Le forze statunitensi sono fuggite e si sono posizionate a più di 1.000 chilometri dal territorio iraniano", ha riferito parlando alla tv di Stato.
Lo Yemen riconquista il controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb
ROMA,
05 ottobre 2026, 19:10
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