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Google Playground crea videogiochi con l’AI partendo da una semplice descrizione
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Creare un videogioco partendo da una descrizione scritta, modificarne le regole e condividerlo con gli amici senza conoscere linguaggi di programmazione. È quanto promette Google Playground, una nuova piattaforma sperimentale basata sull’intelligenza artificiale, sviluppata nell’ambito della collaborazione tra Google e Unity Software.
Il servizio permette di generare giochi in 2D e 3D attraverso semplici richieste in linguaggio naturale, chiamate prompt. Si può descrivere un’ambientazione, scegliere i personaggi, stabilire le regole e intervenire successivamente sul risultato. Tutto avviene attraverso il browser, senza dover installare un ambiente di sviluppo.
Playground è già disponibile negli Stati Uniti per gli utenti maggiorenni, mentre non è ancora accessibile ufficialmente dall’Italia. Entro la fine del 2026 Google e Unity prevedono inoltre di ampliare gli strumenti di creazione con Unity Spark, una soluzione pensata per realizzare giochi più articolati.
L’interfaccia di Playground è organizzata attorno a una conversazione con l’intelligenza artificiale. L’utente può iniziare da un progetto vuoto, scegliere uno degli esempi proposti oppure modificare un gioco già predisposto.
Si può chiedere, per esempio, di creare un platform ambientato nello spazio, con un personaggio che deve superare ostacoli e raccogliere oggetti. Oppure immaginare un gioco di corse con veicoli e percorsi personalizzati.
Dopo la prima generazione, il gioco può essere provato e modificato. Se un salto risulta troppo difficile, si possono cambiare le caratteristiche fisiche del personaggio. Se l’ambientazione non convince, si può chiederne una diversa. Anche le regole, i personaggi e gli elementi dello scenario possono essere rielaborati attraverso nuove istruzioni.
Il vantaggio pratico è poter passare rapidamente dall’idea a un prototipo giocabile, senza preparare manualmente ogni elemento grafico o scrivere il codice necessario per gestire le interazioni.
Alla base della piattaforma ci sono diversi modelli di Google, tra cui Gemini, Nano Banana e Lyria, insieme a strumenti sviluppati specificamente per Playground. Queste tecnologie contribuiscono alla creazione dei contenuti e alla gestione delle richieste impartite dall’utente.
Google presenta Playground come un ambiente sperimentale: la possibilità di ottenere un primo risultato rapidamente non garantisce che ogni gioco generato abbia la complessità, la coerenza o le prestazioni di un prodotto sviluppato professionalmente.