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Commemorato a Napoli Vittorio Occorsio, magistrato ucciso da Ordine Nuovo
Le nuove generazioni di studenti
non erano ancora nate quando fu ucciso dalla estrema destra
eversiva. Non ne avevano un ricordo diretto né, spesso, ne
avevano sentito pronunciare il nome. Da oggi, però, di Vittorio
Occorsio conoscono il profondo valore umano e l'inflessibile
impegno per la giustizia, grazie alle testimonianze dirette e
autorevoli di magistrati, politici e uomini di legge. A
cinquant'anni dall'assassinio, avvenuto il 10 luglio 1976 a
pochi metri dall'abitazione nel quartiere africano a Roma per
mano dei militanti di Ordine Nuovo, la figura del magistrato è
stata commemorata al Palazzo di Giustizia di Napoli durante
l'incontro '1976-2026, Napoli e Vittorio Occorsio alle radici di
una storia'. L'appuntamento, promosso congiuntamente dalla
Procura Generale di Napoli e dalla Fondazione Vittorio Occorsio,
con il sostegno del Ministero per lo Sport e i Giovani e la
collaborazione dell'Assessorato all'Istruzione del Comune di
Napoli, rientra nella VII edizione del progetto 'La Giustizia
adotta la Scuola' e ha visto la partecipazione di oltre 500
studenti degli istituti del territorio napoletano. Da magistrato
Occorsio era impegnato in indagini sui movimenti neofascisti e
sulle trame dell'eversione: Piazza Fontana, il Piano Solo,
Loggia P2 e anche il procedimento che portò allo scioglimento di
Ordine Nuovo che, da sostituto procuratore, aveva contribuito a
far sciogliere applicando la legge Scelba. Con la città
partenopea manteneva un legame profondo e indissolubile, fatto
di radici familiari, affetti e valori condivisi, come ha
ricordato la figlia Susanna "Siamo qui per ricordarlo. È nata la
Fondazione Vittorio Occorsio qualche anno fa, perché riteniamo
che la memoria sia molto importante, ha un valore per i giovani
che devono conoscere i fatti del terrorismo, un periodo in cui
la nostra Repubblica è stata messa a rischio, la nostra
democrazia ha avuto un attacco violento. Sono morti magistrati,
giornalisti, professionisti, docenti e anche tanti uomini della
Polizia, dei Carabinieri, di tutte le forze dell'ordine. Quindi
un periodo che va ricordato" e ha aggiunto "Gli studenti vanno
guidati perché non sono pagine che si trovano nei libri di
storia o ancora non particolarmente approfondite. Vanno aiutati
in una riflessione, nella conoscenza e anche nell'idea che il
loro Stato democratico in cui vivono è stato difeso anche da
coloro che hanno subito l'attacco del terrorismo". Vittorio
Occorsio, nipote e co-fondatore della Fondazione Vittorio
Occorsio rivolgendosi alle scuole "La storia di nonno Vittorio
non è la storia di un eroe ed è per questo che ricordarla non ha
il senso di una commemorazione di un defunto, ma quello di una
persona comune che può essere d'esempio". All'evento - cui hanno
partecipato esponenti delle forze dell'ordine, magistrati e
avvocati - sono intervenuti Leda Rossetti, presidente della
Sezione Distrettuale di Napoli dell'Associazione Nazionale
Magistrati e l'avv. Alfredo Sorge per il Consiglio dell'Ordine
degli avvocati di Napoli, Aldo Policastro, procuratore generale
presso la Corte di Appello di Napoli, Roberto Fico, presidente
della Regione Campania, Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli,
Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di Appello di
Napoli.
Commemorato a Napoli Vittorio Occorsio, magistrato ucciso da Ordine Nuovo
NAPOLI,
08 ottobre 2026, 13:02
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