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16enne aggredito a scuola, gli fratturano lo zigomo
Prima lo hanno avvicinato in palestra e poi si sono scagliati contro di lui rompendogli uno zigomo con uno schiaffo. È quanto avvenuto venerdì scorso in una scuola superiore del Teramano, dove un 16enne è stato aggredito da alcuni coetanei a tal punto da finire al pronto soccorso. A procurargli la rottura dello zigomo, secondo quanto ricostruito dall'istituto, sarebbe stato un compagno di scuola che è stato immediatamente sospeso per 15 giorni.
A raccontare quanto avvenuto è stata la stessa dirigente scolastica che, sentita dal quotidiano abruzzese Il Centro, ha parlato di "un gruppetto di due o tre studenti" che "hanno raggiunto il ragazzo mentre era impegnato nell'attività sportiva". "Uno di loro - ha aggiunto - lo avrebbe colpito al volto con uno schiaffo particolarmente violento". Un colpo che ha procurato al 16enne la rottura dello zigomo e l'intervento chirurgico presso l'ospedale di Pescara, dove è stato preso in cura dai medici. Sul posto sono anche intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica dell'episodio e valutare eventuali responsabilità. "Sono episodi che sicuramente a scuola non dovrebbero succedere. È sicuramente sintomo di un malessere che vivono i ragazzi di oggi", ha commentato sempre la preside dell'istituto all'interno del quale opera, tra l'altro, un team contro bullismo, cyberbullismo e a favore della legalità. "Molti ragazzi - aggiunge la dirigente - pensano di poter risolvere problemi con la violenza. I ragazzi hanno questa violenza insita e purtroppo lo stiamo registrando sempre più spesso".
E proprio la settimana scorsa, in un centro non molto distante da quello dove è accaduta l'aggressione nei confronti del 16enne, un professore ha accusato un malore dopo un alterco con uno studente 17enne. Da allora l'uomo - che ha annunciato una denuncia - è ricoverato in ospedale, dove ha ricevuto la solidarietà e il sostegno non solo da parte dei colleghi e del personale scolastico ma anche dal mondo della politica locale. "I professori sono chiamati a ruoli difficilissimi - ha detto, tra gli altri, il vicepresidente del consiglio regionale, Antonio Blasioli -. Dobbiamo aiutarli davvero. E le ragazze e i ragazzi? Sono vittime, anche quando sembrano carnefici. Non possiamo lasciarli navigare da soli in un mare di informazioni, disinformazione, violenza e chiusura verso gli altri. Perché l'empatia, il rispetto, l'ascolto e la condivisione non si imparano da uno schermo o interrogando l'IA. Si imparano nelle relazioni, nelle famiglie, nelle comunità e anche nelle scuole".