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Reattore nucleare sulla Luna entro il 2030: accordo NASA-DoE
Jared Isaacman (amministratore della NASA) e Chris Wright (Segretario del Dipartimento dell’Energia) hanno sottoscritto un memorandum d’intesa che prevede lo sviluppo di tecnologie nucleari sicure di prossima generazione nello spazio. L’obiettivo è lanciare, entro il 2030, un reattore nucleare da installare sulla Luna per fornire energia elettrica alla base lunare in assenza di quella solare. Diversi scienziati hanno evidenziato i possibili rischi.
Il memorandum d’intesa dal titolo “Accelerare la leadership americana nell’energia e nella propulsione nucleare spaziale, firmato ieri sera, definisce un quadro per una collaborazione completa tra NASA e Dipartimento dell’Energia (DoE) durante l’interno ciclo di sviluppo delle tecnologie nucleari, dalla ricerca avanzata e dalla produzione di combustibile fino ai test rigorosi, all’integrazione per il lancio e alle operazioni. Durante tutte queste attività verrà garantita la massima sicurezza.
In base all’ordine esecutivo firmato da Donald Trump il 18 dicembre 2025, la NASA dovrebbe sviluppare entro il 2030 un reattore per la superficie lunare pronto al lancio. L’accordo sottoscritto ieri sera rafforza le collaborazioni già in atto tra NASA e DoE sui sistemi di alimentazione a fissione e a radioisotopi.
Jared Isaacman, amministratore della NASA, ha dichiarato:
Stiamo entrando nell’era della “NASA nucleare” che rappresenta una trasformazione fondamentale per l’esplorazione spaziale. L’energia nucleare ci consentirà di spingerci più lontano, operare più a lungo e impiegare veicoli spaziali e strumenti più avanzati che mai. Il lavoro che stiamo svolgendo oggi getta le basi per i veicoli spaziali a propulsione nucleare a fissione di domani e apre una frontiera completamente nuova per l’esplorazione e la scoperta.
Il primo test avverrà con il lancio della Space Reactor‑1 Freedom nel 2028. Sarà la prima navicella della NASA a propulsione nucleare. La destinazione è Marte, dove verranno rilasciati tre elicotteri simili a Ingenuity.
I dati raccolti serviranno per lo sviluppo del Lunar Reactor-1, il primo reattore nucleare che fornirà energia elettrica alla base lunare durante le lunghe notti al buio (circa due settimane terrestri). L’energia nucleare alimenterà habitat, sistemi di comunicazione, strumentazione, rover, attività di utilizzo delle risorse e infrastrutture lunari critiche.
Come ricorda il New York Times, anche la Russia vuole installare un reattore nucleare sulla Luna (entro il 2036), in collaborazione con la Cina. Ovviamente questi reattori verranno accessi dopo l’arrivo sulla superficie lunare, ma diversi scienziati hanno sottolineato i rischi durante il lancio. In caso di esplosione del razzo, i detriti potrebbero disperdere materiale radioattivo sulla Terra.
Se un reattore dovesse precipitare in mare, l’acqua rallenterebbe i neutroni, rendendo più probabile la scissione degli atomi. Ciò potrebbe innescare una reazione a catena di scissione atomica con conseguente rilascio di radiazioni. In caso di esplosione del reattore sulla Luna, il materiale radioattivo verrebbe disperso su una superficie molto ampia considerata la bassa gravità.