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Filmato mostra in funzione Open Printer, stampante a getto di inchiostro ‘libera’
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Per molti utenti le stampanti a getto di inciostro di nuova generazione sono un incubo: obbligo di acquistare cartucce originali, piani dobbligatori ei produttori che propongono inchiostri a casa o in ufficio, firmware che impediscono di stampare se si usano cartucce compatibili: a tutto questo c’è chi vuol dire basta.
La start-up parigina Open Tools ha condiviso il primo video di un prototipo funzionante di “Open Printer“, una stampante a getto d’inchiostro (a colori e in bianco e nero) che promette di essere facilmente riparabile e con integrato hardware “aperto”; non sono stati ancora indicati prezzo, data spedizione prevista e dettagli come la velocità di stampa ma sappiamo che il dispositivo sfrutta un Raspberry Pi Zero W (come print server), cartucce HP ricaricabili prive di DRM (senza chip che stabilisce che la cartuccia è originale) e offre supporto per stampa su fogli singoli o rotoli di carta grazie a una taglierina integrata.
I file di progettazione sono disponibili sotto una licenza Creative Commons che ne vieta il riutilizzo commerciale. Il dispositivo è costruito con componenti meccanici standard e parti modulari, promette di essere “facile da assemblare, modificare e riparare”.
L’Open Printer (qui i dettagli) prevede un display LCD TFT da 1,47″; si può collegare al computer sfruttando una porta USB-C e offre una porta USB-A per il collegamento ai supporti di memoria esterna. Sul versante connettività, è previsto il supporto Wi-Fi oltre al Bluetooth. La stampante è compatibile con Windows, macOS, Linux, Android e iOS.
La stampante sfrutta CUPS (il Common Unix Printing System open-source) e non ha bisogno di driver proprietari. Open Tools dichiara una risoluzione di 600 dpi per il nero e 1200 dpi per il colore; la macchina consente di sfruttare le cartucce HP 63 negli Stati Uniti, HP 302 in Europa e HP 803 in Asia. Le cartucce in questione sono ricaricabili, con nero e colore che funzionano in modo indipendente, evitando così di bloccare completamente la stampa quando uno dei serbatoi si svuota.
Come accennato, Open Tools mette a disposizione l’elettronica, il firmware, i file meccanici e la distinta dei materiali (BOM) sotto licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0, con una clausola non commerciale che consente ai proprietari di riparare, modificare e condividere il progetto, ma vietando a chiunque di costruire e vendere la stampante.
Il progetto si appoggia ad una campagna di raccolta fondi. Gli ideatori non hanno indicato finora specifici obiettivi di finanziamento, riferendo che il prezzo finale dipenderà dal volume di produzione, dai costi dei componenti, dalla certificazione e dalle restanti fasi di ingegnerizzazione; il prezzo del dispositivo sarà rivelato all’apertura della campagna di crowdfunding nei prossimi mesi.
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