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Tales of Eternia Remastered Recensione: tra nostalgia e nuovi orizzonti in un classico JRPG in alta definizione
Bandai Namco rilancia Tales of Eternia in versione rimasterizzata, aggiornando grafica, opzioni e doppiaggio, senza stravolgere l'esperienza classica.
Continua l'opera di preservazione della serie Tales of da parte di Bandai Namco. Questa volta, sotto l'ncudine dell'alta definizione ci finisce Tales of Eternia, ancora oggi considerato dagli appassionati uno dei capitoli 2D più apprezzati della saga. Quelli che hanno avuto modo di metterci le mani sopra, perlomeno. Ai tempi della sua release, nel lontano 2000, Tales of Eternia venne infatti distribuito solo sui mercati giapponese e nordamericano. Tra l'altro, proprio nella nazione a stelle e strisce, venne ribattezzato Tales of Destiny 2, cosa che avrebbe creato non poca confusione nella storia della serie: sia perché il titolo in questione non c'entrava assolutamente nulla con il primo Tales of Destiny, sia perché da lì a un paio d'anni sarebbe stato rilasciato il vero sequel di Tales of Destiny che, indovinate un po', sarebbe stato chiamato proprio Tales of Destiny 2.Fortunatamente, se così vogliamo dire, il mercato europeo non dovette preoccuparsene troppo. Noi abitanti del Vecchio Continente riuscimmo infatti a entrare ufficialmente in contatto con Tales of Eternia soltanto nel 2006, grazie a una conversione per PSP che diede una prima rinfrescata al titolo. A distanza di vent'anni arriva quindi Tales of Eternia Remastered, che, oltre ad aver finalmente imparato la lingua di Dante, si presenta all'appuntamento con una rinnovata pulizia dell'immagine e una serie di accorgimenti pensati per svecchiarne le ormai vetuste meccaniche.
Celestia e Inferia, due mondi sovrapposti, separati da una sottilissima striscia di cielo denominata Barriera Orbus. È per impedire che le due realtà collassino l'una sull'altra che i quattro protagonisti del gioco intraprenderanno un viaggio disseminato di sfide che, fino a poco tempo prima, gli adolescenti Reid, Farah e Keele avrebbero ritenuto impossibili. Almeno fino a quando la loro vita ordinaria su Inferia non viene stravolta dall'arrivo di una navicella proveniente dal mondo sopra le loro teste. A bordo si trova Meredy, una ragazza dalla chioma lilla che, oltre a parlare una lingua sconosciuta, sembra attirare scompiglio ovunque vada.
È interessante notare come Tales of Eternia cercasse di andare controcorrente rispetto ai canoni del genere, proponendo un cast principale di soli quattro personaggi che, salvo un paio di sporadiche eccezioni, rimane invariato per tutte le sue trenta ore di gioco. Una scelta interessante perché permette di assistere a sviluppi narrativi meno usuali, con il trio di amici inferiani che, imparando progressivamente a comunicare con Meredy, finisce anche per abbattere quel muro di diffidenza e stereotipi che divide i due mondi. Contemporaneamente, la scoperta dell'altro diventa la giustificazione che spinge i protagonisti a confrontarsi con i propri sentimenti, soffocati a lungo da un trauma che li accomuna.
JRPG vecchia scuola, Tales of Eternia si sviluppa senza troppi fronzoli, attraverso un'avventura lineare e dal ritmo serrato. Seppur i temi delicati ci siano, non bisogna aspettarsi le digressioni emotive o gli psicodrammi tipici di altri esponenti del genere.
Anzi, l'opera di Wolf Team imbocca la direzione opposta, mantenendo un tono scanzonato e generalmente allegro anche nei momenti più difficili. Un approccio che, unito all'incedere spedito della storia, lascia ben poco tempo per riflettere sulle assurdità di quel che accade. Non c'è quindi da sorprendersi se, nel giro di poche ore, gli abitanti di un remoto villaggio si ritrovano a girovagare per interi continenti, passando dallo sfidare i monarchi locali, all'affrontare potentissimi spiriti elementali che governano le leggi del mondo. Ci si muove quindi attraverso villaggi e città in miniatura, ricchi di PNG con cui dialogare, intervallati da dungeon zeppi di mostri, il tutto incastonato in una world map 3D capace di far scendere una lacrima di nostal