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BMW F 450 RR, l'anima racing da 420 cc per patente A2: parte da 7.150 euro
BMW Motorrad svela la nuova F 450 RR: DNA da S 1000 RR, motore bicilindrico da 48 CV guidabile con patente A2 e ciclistica da vera supersportiva
La Casa di Monaco di Baviera non fa le cose a metà, soprattutto quando decide di ridefinire le regole nel segmento delle moto sportive di media cilindrata. La nuova BMW F 450 RR nasce esattamente da questa ambizione: portare la sostanza e il DNA racing della gamma RR a una nuova generazione di piloti.
«Quello che più mi esalta della nuova BMW F 450 RR è la sua reattività, la precisione chirurgica e la straordinaria leggerezza tra le curve. È esattamente così che deve essere una vera Supersport: spassosa sui passi di montagna e tagliente tra i cordoli di un circuito, senza compromessi. Al tempo stesso porta chiaramente il DNA dei nostri modelli RR: per me è la porta d’ingresso perfetta nel mondo delle moto BMW RR.»
— Markus Flasch, Direttore Generale di BMW Motorrad
A guardarla da fuori, il family feeling con la sorella maggiore S 1000 RR è evidente fin dal primo sguardo. Ma qui le proporzioni si stringono attorno a un concetto di guida più accessibile e immediato.
Il frontale si fa notare subito per il taglio sdoppiato e i fari Full-LED con le tipiche luci DRL, mentre i pannelli asimmetrici del cupolino, le branchie aerodinamiche e le celebri ali aerodinamiche (alettoni) strizzano l’occhio al reparto corse. La triangolazione della sella e la silhouette filante ereditano in tutto e per tutto la grinta della stirpe bavarese più nobile.
Sotto le carene batte l’inedito motore bicilindrico in parallelo da 420 cc, omologato Euro 5+, con raffreddamento a liquido e iniezione elettronica. Tirar fuori una potenza di 48 CV (35 kW) a 8.750 giri/min (perfetta per la patente A2) e una coppia massima di 43 Nm a 6.750 giri/min è solo metà della storia; il vero colpo da maestro degli ingegneri sta nell’aver reso disponibile ben l’80% della spinta già a quota 3.000 giri.
Il segreto di questa elasticità? Un albero motore con calettamento a 135 gradi che lavora spalla a spalla con un contralbero di bilanciamento. Il risultato è un carattere ruvido ma rotondo, ripulito da quelle fastidiose vibrazioni che stancano nei trasferimenti lunghi. Per tenere la bilancia in basso, i coperchi di frizione e trasmissione sono in magnesio. Il cambio a sei marce può poi essere arricchito con la frizione automatizzata Easy Ride Clutch (ERC) e il quickshifter Shift Assistant Pro, per dimenticarsi della leva sinistra sia in staccata che in accelerazione.
A gestire la cavalleria ci pensa un pacchetto di elettronica da supersportiva. Riding mode di serie (Rain, Road e Race), assistiti dall’ABS Pro cornering, dal controllo dinamico del freno (DBC), dal controllo di trazione (DTC) e dal sistema MSR per il controllo della coppia di spinta del motore. Con un serbatoio da 14 litri e un consumo medio di appena 3,8 l/100 km, l’autonomia supera i 350 km. Gli intervalli di manutenzione rimangono quelli classici della casa: 10.000 km.
La struttura tecnica si basa su un telaio a traliccio in tubi d’acciaio con componenti forgiati, che sfrutta il blocco bicilindrico come elemento portante. All’anteriore, la forcella a steli rovesciati KYB da 43 mm incassa e guida con precisione. Al posteriore, il forcellone bibraccio in alluminio lavora con un monoammortizzatore KYB regolabile nel precarico molla e nel freno in estensione.