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'Jeunes et Jaunes', il nuovo fronte che incendia Parigi
Per una ''convergenza delle lotte" tra giovani e gialli: dalla generazione Z che lamenta di essere senza futuro ai 'gilets jaunes' tornati dopo otto anni a mobilitarsi contro il carovita, l'autunno dello scontento francese è riuscito a saldare le diverse anime dei proverbiali "francesi che s'incazzano", come cantava Paolo Conte nella sua leggendaria 'Bartali'. Ex gilet gialli, liceali, studenti, pompieri, operai, insegnanti, camici bianchi, attivisti del clima, indignados di vario tipo ed estrazione, abitanti dei quartieri difficili, pensionati e persino agricoltori si sono dati appuntamento, nel primo sabato di vacanze scolastiche, per una giornata multiforme di proteste ai quattro angoli della République. A sei mesi dalle elezioni presidenziali in cui vola nei sondaggi Marine Le Pen (Rassemblement National), l'appello a far rinascere il movimento dei gilet gialli, che segnò il primo mandato di Emmanuel Macron all'Eliseo nel 2018, è dunque riuscito ad intrecciarsi con la protesta di liceali e studenti, che ormai da un mese reclamano migliori condizioni di studio e che hanno riportato al centro dell'agenda politica la questione del ruolo riservato ai giovani.
"Molti non hanno ancora diritto di voto, quindi scendiamo in piazza" e "Toccare i nostri ragazzi significa toccare tutti noi": sono alcuni dei messaggi contenuti nell'appello alla mobilitazione lanciato sul sito 17octobregiletjaune.net, anello di congiunzione delle diverse anime della protesta. ''Ne abbiamo abbbastanza di pagare il pieno, la spesa e l'affitto a prezzi sempre più alti, mentre TotalEnergies incassa 11 miliardi di dollari in sei mesi. Basta sentirsi dire che non ci sono più soldi, proprio nel secondo Paese al mondo per il pagamento dei dividendi. Basta con una democrazia in cui si vota ogni cinque anni e in cui, per tutto il resto del tempo, bisognerebbe stare zitti", si legge nel testo pubblicato online. "Oggi c'è un punto di convergenza di molteplici forme di rabbia, tutte legittime e tutte più o meno collegate tra loro", commenta Florine Pigny, una tatuatrice di 36 anni che ha preso parte a una delle proteste non autorizzate a Pargi. Definendosi una "madre preoccupata per il futuro di sua figlia", si dice indignata dal fatto che "nel corso degli ultimi decenni, un pezzetto alla volta, i nostri governanti abbiano eroso i servizi pubblici, mentre, allo stesso tempo, gli ultra-ricchi si arricchiscono sempre di più". La mobilitazione, degenerata ancora una volta in scontri e violenze tra manifestanti incappucciati e forze dell'ordine, arriva in un clima di tensioni sociali già esacerbate dall'impennata dei prezzi dei carburanti, dal calo del potere d'acquisto e dal senso di declassamento dei francesi. "A fine mese non mi resta più nulla, i prezzi aumentano, ma gli stipendi no. Non ne possiamo più, siamo soffocati", denuncia Franck, un funzionario sulla quarantina che ha manifestato a Guéret, una cittadina nel centro del Paese. L'autunno caldo della Francia ricorda in parte il biennio 2018-2019, quando i neonati gilet gialli avviarono le proteste contro l'aumento delle tasse sui carburanti, per poi sfociare in episodi di violenza a margine delle manifestazioni, immagini che fecero il giro del mondo. Otto anni dopo, figure simbolo dei gilet gialli di quell'epoca come Jérôme Rodrigues, Maxime Nicolle, Eric Drouet e Priscillia Ludosky, hanno espresso il loro sostegno alla mobilitazione.
'Jeunes et Jaunes', il nuovo fronte che incendia Parigi
PARIGI,
17 ottobre 2026, 18:45
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