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IGN Mixtape #64: Dupery: A Game of Solo Deduction, Fatherland e un concerto del Boss
Investigatori ombrosi e dal passato tormentato, locali malfamati, informatori compromessi e l'immancabile femme fatale sono solo alcuni degli ingredienti che contribuiscono a un buon racconto noir. Parliamo di un genere originariamente letterario, variante del poliziesco, affermatosi durante gli anni Venti del secolo scorso per poi influenzare la cultura popolare dei decenni successivi tra cinema, televisione, fumetti e, naturalmente, videogiochi. Oggi più che mai il noir è praticamente ovunque, e sta vivendo l'ennesima giovinezza grazie a operazioni ibride come Mouse: P.I. For Hire, Spider-Noir e all'attesissimo ritorno di The Wolf Among Us sia attraverso l'edizione Remastered, attesa per il 29 di questo mese, sia col sequel previsto per il 2027.
Facile spiegare le ragioni di tanto fascino: il noir, soprattutto nelle sue declinazioni più dure e "hardboiled", rifugge i manicheismi per proporre antieroi tormentati, città degradate e spazi di frontiera dove, spesso, si consumano delitti capaci di mettere in discussione le distinzioni nette tra bene e male, consentendo all'investigatore di turno - e al lettore/giocatore/spettatore - di esplorare zone di grigio che difficilmente vanno di pari passo con la giustizia convenzionale. Lo stesso grigio avvolge l'estetica delle produzioni di genere che, in caso di necessità, possono persino tracimare nella fantascienza o nel fantasy senza perdere la propria identità, come dimostrano i vari Blade Runner, Strange Days e il succitato The Wolf Among Us.
Proprio al noir, su IGN Italia, abbiamo recentemente dedicato uno speciale, e in questo nuovo appuntamento con Mixtape, la rubrica dedicata ai consigli della redazione, approfittiamo delle prime pioggerelline autunnali per segnalare Dupery: A Game of Solo Deduction, che manipola il genere servendosi di dinamiche roguelite. Se poi non siete in vena di impermeabili sgualciti, abbiamo anche l'originale videogioco Librarian: Tidy Up the Arcane Library!, la coppia di film composta da Fatherland e ...che Dio perdona a tutti, un notevole headset da gioco e, per finire, il ritorno del Boss.
Come sempre i vostri suggerimenti e contributi sono più che benvenuti; nel caso, è sufficiente passare dai commenti. Buona lettura!
Gli horror non sono la mia unica passione. Ci sono anche gli investigativi - gialli, thriller, noir, quello che vi pare. Mi piacciono moltissimo, in modo particolare quando uniscono indagine e storia, e senza stare a farvi la cronistoria sul perché o percome, se posso ne leggo, gioco, guardo tanti quanti me ne capitano sottomano. L'ultimo è stato Dupery: A Game of Solo Deduction, un roguelike a suon di carte dove, con ben duecento personaggi a disposizione tra Buoni e Malvagi (divisi in due sottocategorie ciascuno), un tabellone di carte coperte e la nostra materia grigia come unica arma per connettere gli indizi lasciati dagli stessi personaggi rappresentati dalle carte, dobbiamo affrontare e sconfiggere il Sindacato. Dupery è un gioco che solo all'apparenza sembra semplice, rivelandosi poi tanto sfidante quanto assuefacente, con singoli casi che possono durare anche mezz'ora e la capacità di prendere a randellate le nostre certezze deduttive, salvo poi restituirci un po' di fiducia in noi stessi quando ne azzecchiamo una.
Il titolo si divide in quattro scenari (tre principali e uno tenuto come teatro finale per lo scontro diretto con il Sindacato), ciascuno dei quali riscrive le regole di ingaggio e di game over. Se nei vicoli delle strade è la nostra reputazione a dover reggere i contraccolpi degli arresti sbagliati, nel casinò sono le fiches a determinare la vittoria o la sconfitta, mentre nella zona portuale il carburante residuo per la nostra barca. Le dinamiche sono tantissime e, inevitabilmente, portano a qualche fisiologico intoppo, ma nel complesso mi sono volate più di venti ore senza quasi che me ne rendessi conto. Dategli una chance, se siete appassionati di investigativi e, soprattutto, se cercate un gioco che non v