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A Palazzo Chigi il vertice sull'ordine pubblico, possibile un decreto domani: 'Dallo Stato una risposta ferma'
Dopo i disordini di piazza dei giorni scorsi, "lo Stato darà una risposta ferma". Questa una delle conclusioni, a quanto si apprende, del vertice sull'ordine pubblico che la premier Giorgia Meloni ha presieduto a Palazzo Chigi.
Nel corso dell'incontro, a quanto si apprende, è stata svolta un'analisi dei disordini di piazza che si sono verificati in diverse città nei giorni scorsi. Il fenomeno, secondo l'analisi emersa nella riunione, si presenta complesso, con aspetti di novità rispetto al passato, anche recente, e con una varietà di causali da decifrare.
Secondo quanto filtra, ferma restando la volontà di garantire la libertà di manifestazione del pensiero e il diritto a svolgere liberamente manifestazioni pacifiche, nel vertice di governo è stata ribadita la determinazione dello Stato a dare una risposta ferma, con particolare riguardo al contrasto delle condotte delinquenziali e criminali.
Come spiegano diverse fonti, il governo sta studiando soluzioni tecniche per realizzare una stretta, con alcune delle misure già previste in un ddl sicurezza all'esame del Senato. Si ragiona anche su misure sui blocchi stradali. È concreta, viene spiegato, la possibilità che venga varato un decreto legge da esaminare in Consiglio dei ministri in tempi brevi, forse già domani. Gli uffici legislativi stanno approfondendo anche, a quanto si apprende, misure proposte delle forze di polizia per individuare altri interventi per rendere più efficaci le attività di prevenzione e contrasto di questi fenomeni.
Il vertice è durato circa un'ora e mezza. Oltre a Meloni hanno partecipato i vicepremier Matteo Salvini (in videocollegamento) e Antonio Tajani, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i vertici di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, e quelli dell'Intelligence. Nel tardo pomeriggio o in serata è atteso un altro vertice, sulla manovra, con Meloni e gli altri leader di maggioranza e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
La decisione di Meloni di convocare la riunione è arrivata negli stessi minuti in cui nel cuore di Milano sciami di ragazzini davano vita a una nuova ondata di violenza, dopo una serie di confronti con Matteo Salvini e Antonio Tajani in cui sono state condivise forti preoccupazioni. La premier ha convocato l'incontro per fare il punto sulla gestione delle piazze, analizzare i report di Intelligence su un fenomeno ancora tutto da comprendere e, ha anticipato, per "valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos".
In particolare si pensa a norme sui minorenni, con la consapevolezza dell'imprescindibile confronto con il Quirinale su temi simili. La suggestione, si racconta nel centrodestra, è quella di un intervento sulla falsa riga del decreto Caivano. E FI suggerisce la convocazione di un Cdm nel capoluogo lombardo, "quale segnale di presenza dello Stato e di vicinanza e solidarietà ai cittadini di Milano e agli esercenti ingiustamente danneggiati". Un'idea ancora da approfondire ai piani alti dell'esecutivo.
Già una stretta era arrivata a febbraio, dopo il caos al corteo per Askatasuna, con il fermo preventivo. Una misura che secondo le opposizioni non ha funzionato. E che Salvini vuole estendere ai minori, come previsto dal ddl in Senato, che contiene anche la procedibilità d'ufficio per lesioni a pubblico ufficiale e la reclusione fino a 5 anni, con multa fino a 15mila euro, per danneggiamenti di gruppo. Il leader leghista cita anche il divieto di aggregazione per i responsabili di violenze di gruppo e l'introduzione del reato di danneggiamento di gruppo, con la possibilità di ricorrere all'arresto differito.
"Ciò che abbiamo visto a Milano con ragazzini, spesso maranza, che attaccano le camionette dei carabinieri, colpiscono dirigenti di polizia, spaccano vetrine per rubare, vandalizzano persino