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Lavoratori ex Ilva bloccano l'aeroporto a Genova, poi la protesta rientra
Al termine di una giornata difficile, fatta di cortei interni, manifestazione e occupazione dell'aeroporto 'Colombo' di Genova, i siderurgici dell'ex Ilva di Genova tirano un seppur momentaneo sospiro di sollievo grazie a una nota del ministero del Lavoro che congela provvisoriamente l'annuncio 'notturno' dei commissari sulla richiesta di cig per la quasi totalità dei lavoratori dello stabilimento genovese, 870 su un totale di 917 dipendenti.
Lo sciopero e la manifestazione erano nell'aria già da venerdì scorso quando era arrivata la notizia della richiesta di cassa integrazione nonostante l'accordo firmato il mercoledì precedente dove si assicurava la prosecuzione delle lavorazioni dello stabilimento con l'approvvigionamento di coils e bramme all'esterno, nel caso di stop dello stabilimento di Taranto. E' stato in quel momento che, dopo tre giorni di sciopero e un presidio costante sotto la prefettura di Genova, i siderurgici erano tornati in fabbrica. Poi venerdì, alle 22.15 la doccia fredda con la richiesta dei commissari di cassa integrazione per 870 dipendenti. Troppo tardi per convocare uno sciopero che è stato deciso per stamani. E alle 7 dopo un corteo interno i lavoratori dell'ex Ilva si sono rimessi in strada e hanno raggiunto l'aeroporto di Genova, bloccandolo. "Ci mettono nelle condizioni di forzare e forzeremo, tanto per essere molto chiari.
Perché in questo Paese se le questioni non esplodono non si arriva a capo di nulla" aveva detto Armando Palombo (Fiom) sottolineando che "chi firma mercoledì una carta bianca e venerdì una nera è uno scellerato. Genova non può aspettare dieci anni per il green mentre il mercato tira: i rotoli devono arrivare subito". Per tutti, a partire dalle istituzioni, i commissari "hanno preso in giro lavoratori, istituzioni e l'intera città". Il governatore Marco Bucci ha detto di esser rimasto stupito aggiungendo che si sarebbe trattato di "una mossa parallela per coprire le necessità economiche".
Per la sindaca Silvia Salis "rivediamo quel che è accaduto con Ericsson, inaccettabile". L'aeroporto è rimasto bloccato, anche se i lavoratori hanno consentito un 'corridoio' per far passare famiglie, anziani e persone fragili. E all'aeroporto è arrivata anche la solidarietà dei lavoratori di Ericsson, altra industria con sede a Genova che ha predisposto 131 licenziamenti, e gli studenti con lo striscione 'La vostra lotta è la nostra lotta'. Pronti a affrontare l'ennesima notte fuori casa, i lavoratori avevano già allestito le tende mentre gli Alpini, come l'ultima volta sotto la prefettura, avevano già pronti i pasti quando è arrivata la notizia che tutto era stato congelato in previsione di un incontro al ministero per il 27 ottobre. Fino ad allora non ci saranno variazioni nella cassa integrazione straordinaria, che resterà per 280 dipendenti e non sarà estesa a 870. "Tutti hanno capito, dalle forze dell'ordine alla politica, che noi 870 cassintegrati su 915 non ce li beviamo - ha detto Armando Palombo (Fiom) -. Significherebbe fermare tutti gli impianti, e a Genova gli impianti non possono essere fermati tecnicamente. Segniamo questo punto a nostro favore, anche se la vertenza sarà ancora molto lunga".