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Drova 2 Torn Lands: il ritorno del GDR tedesco ispirato ai grandi classici del genere
Drova 2 - Torn Lands si presenta come un GDR impegnativo e stratificato, con libertà totale, fazioni rivali e un mondo crudo e immersivo.
Una gigantesca scommessa, quella del primo capitolo, ripagata in modo così folgorante da spazzare via qualsiasi dubbio sull'opportunità di un sequel. È con questa premessa, ribadita con fierezza dagli sviluppatori e dal publisher Deck13, che si è alzato il sipario su Drova 2 - Torn Lands durante l'evento di presentazione a cui siamo stati invitati. Per più di tre ore ci siamo potuti immergere nella primissima parte di questo sequel e quello che ne è emerso conferma quanto di buono avevamo ravvisato in passato: la nuova avventura nell'Oltremondo si preannuncia stratificata e impegnativa tanto quanto la precedente.Se il primo atto ha stupito per aver messo in scena un universo ostile e dal fascino magnetico, questo secondo capitolo promette di spingere ulteriormente l'acceleratore sull'immedesimazione e sulla profondità dell'impianto ruolistico. Tra classi inedite, una mappa densa di segreti e l'assoluta assenza di scorciatoie o aiuti a schermo, vi raccontiamo per quale motivo il ritorno nelle Terre Lacerate rappresenti un'esperienza da monitorare con la massima attenzione.
Non è raro che, pur di assecondare il palato del grande pubblico, molti progetti finiscano per annacquare la formula originaria, sfibrandone l'originalità e peculiarità che ne avevano decretato la fortuna. Le parole del piccolo team tedesco Just2D, scambiate a margine della nostra lunga sessione di prova, hanno tuttavia tratteggiato un quadro diametralmente opposto.
Il trionfo commerciale riscosso dal capostipite ha garantito il semaforo verde per questo seguito a pochissime ore dal lancio, concedendo ai ragazzi di Magdeburgo il lusso di lavorare in totale serenità, senza dover scendere ad alcun compromesso creativo. L'intento programmatico del team è insomma quello di preservare il dna ruvido e intransigente di Forsaken Kin, limando le incertezze strutturali del passato e insistendo su quelle meccaniche che la community ha dimostrato di apprezzare maggiormente. Si tratta di un processo su cui gli sviluppatori stavano ragionando con lungimiranza da ben prima di quanto potessimo immaginare: le patch correttive e i contenuti distribuiti durante il supporto post-lancio del primo gioco sono stati infatti un vero e proprio banco di prova sul campo. Esperimenti come la riprogrammazione dei pattern d'attacco dei nemici o l'introduzione di azioni dedicate alla mano secondaria hanno gettato le fondamenta dell'articolato combat system che oggi anima il sequel.Questa forte coerenza trova la sua naturale estensione sul piano narrativo e geografico. Il nuovo palcoscenico ci trasporta nelle Terre Lacerate, una regione misteriosa emersa in seguito al progressivo diradarsi della temibile Nebbia Oscura, un evento cataclismatico che ha dischiuso orizzonti inesplorati e sancito la liberazione delle antiche Divinità sopite. Il riemergere improvviso e incontrollato della magia ancestrale ha innescato un disastro geologico senza precedenti: una colossale voragine ha spaccato in due il continente, separando fisicamente i territori e fratturando in modo insanabile il tessuto sociale dei superstiti.
Visivamente, queste lande confermano l'adozione di una pixel art meticolosamente affinata, che si mantiene su binari cauti ma straordinariamente funzionali alle esigenze del genere. Gli ambienti dell'area messa a nostra disposizione alternavano boscaglie umide e soffocanti a radure desolate, costantemente dominate dalle vestigia di un'antica cultura celtica, confermando il senso di abbandono e di mistero che da sempre permea l'Oltremondo. Un'ambientazione tanto cruda non poteva che riflettersi in un'esperienza esplorativa rigorosa, riassumibile nella ferma volontà degli sviluppatori di non prendere mai il giocatore per mano. Come in passato, in Drova 2 non saranno presenti indicatori di missione, bussole o percorsi predeterminati: la totale libertà