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Sicurezza: Siap, 'con militari torsione autoritaria dell'ordine pubblico'
"Non condividiamo l'intento del governo di portare poteri di polizia giudiziaria ai militari. Questo provvedimento di cui si discuterà oggi lo riteniamo una torsione autoritaria della gestione dell'ordine pubblico". Lo ha detto Giuseppe Tiani, segretario generale del sindacato di polizia Siap in audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.
"A Milano e non solo, si è fatta guerriglia urbana, minimizzarla significa confondere la violenza dal dissenso. Non condividiamo l'impiego dei militari nell'ordine pubblico né l'ipotesi di attribuire loro funzioni di polizia giudiziaria. I poteri che incidono sulle libertà fondamentali dei cittadini richiedono formazione specifica, esperienza e organizzazione degli uffici", ha affermato Tiani dopo aver consultato la segretaria nazionale del sindacato.
"L'unicità delle attribuzioni di prefetti e questori disciplinate dalla L. 121/81, devono restare fermamente e chiaramente ancorate alle autorità civili di pubblica sicurezza, e ben distinte da sovrapposizioni dei compiti affidati ai militari. Trasferire i poteri delle autorità di pubblica sicurezza alle forze armate sarebbe gravissimo, e il governo si assumerebbe la responsabilità di una torsione autoritaria e securitaria del nostro sistema democratico di gestione dell'ordine e sicurezza pubblica. Abbiamo l'impressione che questo indirizzo sia condizionato dalle affermazioni e dalla campagna dell'estrema destra sul delicato tema, se così fosse, lo contrasteremo con tutti i mezzi consentiti dalla legge".
Per Tiani, "prima di finanziare ulteriormente l'impiego dei militari, il governo trovi i 117 milioni di euro per gli straordinari svolti dai poliziotti nel 2025 e ancora non pagati, nonostante i risparmi degli ultimi tre anni sullo straordinario ordinario dovuti alle carenze di organico. E stanzi i 25 milioni necessari per gli alloggi dei poliziotti in mobilità e missione, tuttora privi di finanziamento".