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'Progetto di destabilizzazione', quattro maggiorenni restano in carcere
Restano in carcere quattro dei maggiorenni arrestati per gli scontri, le devastazioni e i saccheggi di sabato scorso in centro a Milano, il quinto finisce agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico e 11 minorenni vengono collocati in comunità o obbligati alla permanenza in casa con i genitori. Tra le accuse, 'devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata'. Intanto la Cgil replica ai "fatti gravissimi" del weekend chiamando in piazza le "forze civiche, sociali, sindacali, politiche" e tutti coloro "che quotidianamente lavorano per la coesione sociale" e dà appuntamento per domani davanti alla Scala e a Palazzo Marino, simbolo di una città che è stato teatro di manifestazioni annunciate come "pacifiche" ma che si sono trasformate come un possibile "detonatore esponenziale della violenza".
Il gip milanese Fabrizio Filice, con due ordinanze distine nei confronti di cinque ragazzi, tra i 18 e i 24 anni, nel ricostruire quanto è accaduto tre giorni fa ha adombrato di "un preciso progetto di destabilizzazione dell'ordine pubblico, che conta proprio sulla spontanea partecipazione di molti giovani che (...) trovandosi in quella situazione di sfogo collettivo di rabbia e violenza, perdono completamente il controllo dei propri impulsi e diventano a propria volta attori violenti e antisociali". E questo perché la protesta dietro i temi del carovita, dal canone degli affitti all'aumento del prezzo dei carburanti è degenerata in una "guerriglia urbana" su cui ora inquirenti e investigatori stanno indagando. Si stanno effettuando accertamenti, si evince dai provvedimenti giudiziari, per individuare chi ci sia dietro gli account "Italia in piazza", che ha acceso la miccia, e "Movimento 17 ottobre", comparso successivamente. E poi si punta a capire, oltre al fatto se ci possa essere o meno una 'regia', chi siano questi casseur all'italiana, tra di loro anche un undicenne e un dodicenne, piombati dall'hinterland e da altre città della Lombardia per vandalizzare le strade del lusso. Un indizio arriva dalle parole di un ragazzo al gip
: "Mi era arrivato su TikTok un video in cui si chiamava a questa manifestazione, ho aderito per quello che sta accadendo nella mia famiglia", "mi è montata la rabbia perché vogliono licenziare papà". Intanto oggi 11 degli under 18, dopo essere stati interrogati dai giudici minorili in parte al Beccaria e in parte negli uffici di via Leopardi, sono stati affidati a comunità o obbligati alla permanenza in casa. Nei prossimi giorni toccherà agli altri 24 arrestati per le devastazioni di domenica. Sul fronte maggiorenni, nel pomeriggio, al settimo piano del Palazzo di Giustizia, la gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo ha convocato due ventenni della seconda tornata di arresti: uno ha ammesso di aver fatto irruzione da Decathlon ha negato di aver sfondato le vetrine, l'altro invece ha spigato di essere andato con un amico in piazza Duomo a curiosare negando di aver lanciato oggetti contro le forze dell'ordine e di essersi limitato a filmare. Domani la giudice proseguirà a San Vittore con gli altri quattro indagati e forse già nel tardo pomeriggio, depositerà la sua decisione.
Intanto Milano reagisce. I negozi che domenica sono stati presi d'assalto, in via Torino e nelle vie dello shopping a cinque stelle e altrove, hanno riaperto i battenti e il sindacato guidato da Maurizio Landini ha lanciato un appello e convocato per le 18.30 un piazza "per contrastare le disuguaglianze e le ingiustizie e per costruire una società più giusta, che si riconosca nei valori della Costituzione, per farla applicare e per farla vivere". A cui si aggiunge una dura condanna per "le distruzioni, gli atti di vandalismo e i saccheggi che non possono avere nulla a fare con il dissenso, la libertà di espressione e la protesta social" e l'intevento del sindaco Giuseppe Sala che in vista dell'arrivo 500 militari ritiene che "non possa essere solo un problema di repressione".