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Recensione Stupid Never Dies: l'amore è stupido e il roguelite pure (ma ci piace)
Il cinema, la musica, i libri e anche i videogiochi ci hanno raccontato in mille modi diversi che per amore saremmo disposti a fare qualsiasi cosa. Attraverseremmo oceani, sfideremmo eserciti, faremmo mutui a 30 anni, e poi, chissà, potremmo pure mettere a repentaglio la nostra stessa vita. Stupid Never Dies parte proprio da questo presupposto, ma non con toni romantici o drammatici, anzi, una storia così stupida non la sentivamo da un bel pezzo. Eppure, come succede con certi amori nella vita vera, ci siamo ritrovati invischiati in questa assurdità, finendo per affezionarci a una vicenda che sembra non avere alcun senso. Perché, diciamocelo, l'amore è anche un sentimento un po' stupido, no?
Siamo di fronte a una nuova proprietà intellettuale, sviluppata da uno studio al suo debutto e guidato da Hiroyuki Kobayashi, ex producer storico di Capcom. Un progetto che, almeno sulla carta, potrebbe sembrare l'ennesimo roguelite d'azione, ma che prova a distinguersi grazie a una premessa narrativa fuori di testa e a un sistema di progressione a suo modo assuefacente. Non tutto funziona allo stesso modo, soprattutto quando ci si avvicina alla fine dell'avventura, ma Stupid Never Dies ha diverse frecce al suo arco.
Il mondo di Stupid Never Dies è stato devastato da una guerra tra esseri umani e mostri, un conflitto che ha portato all'uccisione del 98% della popolazione umana. A farla da padrone sono ormai le creature mostruose, dove gli zombie occupano il gradino più basso della società. Indovinate un po' chi è il nostro protagonista? Esatto, uno zombie, per giunta piuttosto stupido e incapace di combinare granché.
Il suo nome è Davy e la sua vita cambia quando si ritrova all'interno di un centro commerciale. Qui incontra Julia, una ragazza letteralmente congelata in un freezer dopo essere fuggita dalla guerra. Davy se ne innamora perdutamente non appena la vede, non riesce a pensare a nient'altro se non a Julia. C'è solo un piccolo inconveniente, cioè che non ci ha mai parlato, lei non sa nemmeno chi sia Davy e, per quanto ne sappiamo, la scintilla scatta semplicemente perché la trova bella.
Eppure Davy è disposto a fare qualsiasi cosa per lei. Anche salvare il mondo, se necessario, sebbene dell'umanità non gli importi assolutamente nulla. La sua unica ragione di vita è conquistare una ragazza che, almeno per il momento, non può neppure accorgersi della sua esistenza.
A complicare le cose interviene il Dr. Steiner, uno scienziato che ha realizzato un dispositivo decisamente particolare, un water attraverso il quale è possibile raggiungere le profondità della Terra, scendendo sempre più in basso fino al nucleo del pianeta. L'obiettivo è sconfiggere il KON, il temibile capo dei demoni, responsabile di aver sottratto agli esseri umani la loro intelligenza.
Per riuscirci, Davy dovrà affrontare un lungo viaggio sotterraneo. Perché proprio Davy? Be', per sbaglio ha mangiato un uovo di fenice (la cui spiegazione è una delle tante assurdità che vi lasciamo scoprire giocando), evento che gli ha donato la capacità di divorare i nemici e assumerne le sembianze.
Il risultato è una storia che non si prende mai troppo sul serio (a parte un paio di volte, per delle buone ragioni), con personaggi ben caratterizzati, siparietti divertenti e una quantità di situazioni surreali che riescono a strappare più di un sorriso. Il gioco non cerca continuamente di stupire con trovate eccessive, ma trova un equilibrio abbastanza efficace tra stupidità, ironia e momenti narrativi. Non aspettatevi una grande storia d'amore, insomma, ma una commedia assurda che riesce a sostenersi grazie alla simpatia dei suoi protagonisti. E, alla fine, ci siamo ritrovati a voler scoprire come sarebbe andata a finire.
Una volta terminati i siparietti narrativi, si passa al gameplay vero e proprio. Stupid Never Dies è un roguelite d'azione che ruota attorno a un hub centrale, rappresentato dal centro commerciale. Qui possiamo parlare con i personaggi, accedere ai negozi, acqu