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Disordini di piazza: i videogiochi allenano i giovani alla violenza? Il dibattito tiene banco in TV
Ancora una volta i videogiochi sono stati presi d'assalto come capro espiatorio, per giustificare una parte dei comportamenti di chi, in modo legittimo o illegittimo non sta a noi giudicarlo, ha messo a soqquadro le città negli ultimi giorni.
Ci riferiamo ovviamente ai disordini che hanno colpito le piazze delle grandi città, con le manifestazioni sul caro vita sfociate in scontri violenti e azioni borderline, come la rottura di vetrine o il saccheggio di diversi negozi. Ma, ancora una volta, non siamo qui per giudicare quanto accaduto, ma per commentare una presa di posizione, un parere che nelle ultime ore ha fatto il giro del web. Il contesto è la trasmissione 4 di sera, che va in onda su Rete4 ogni giorno e nella quale si affrontano temi legati all'attualità e alla politica.
Chiaramente il cardine di queste ultime puntate sono stati proprio gli scontri che hanno colpito le piazze nei giorni scorsi. E a parlarne, fra i tanti, è sceso in campo Claudio Martelli, politico, giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano.Durante il suo discorso Martelli si è espresso a sfavore dei ragazzi che hanno messo a ferro e fuoco la città: "La capacità di violenza dei giovanissimi non va sottovalutata: sono allenati ai videogiochi e lo fanno con la stessa leggerezza con cui si gioca".
Ovviamente il video, circolato sul web, ha scatenato la reazione dei giocatori, schierati contro le parole di Martelli. Fra chi lo accusa di benaltrismo e chi ha colto l'occasione per fare battute provocatorie. E c'è chi ha ricordato che giocare ad un videogioco in cui si uccidono i nemici non ha come diretta conseguenza la nascita di un comportamento violento in chi ne fruisce, come emerso e confermato da alcuni studi condotti sul tema.
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“La capacità di violenza dei giovanissimi non va sottovalutata: sono allenati ai videogiochi e lo fanno con la stessa leggerezza con cui si gioca”
Claudio Martelli a #4disera https://t.co/Tj6WxgexFc