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Martedì la manovra, i partiti in pressing sulle misure
Si stringono i tempi per il varo della manovra. Il testo - conferma il vicepremier Matteo Salvini - sarà, infatti, sul tavolo del Consiglio dei ministri martedì prossimo. Sul piatto misure per 23,5 miliardi - al netto della trattativa in corso con Bruxelles sulla flessibilità - che puntano in primis su famiglia, ceto medio e giovani. Il tutto nella consapevolezza generalizzata di avere a disposizione una "coperta corta" come ha ricordato a più riprese il ministro Giancarlo Giorgetti ma con una serie di richieste da parte dei partiti da mettere in ordine e provare, nei limiti del possibile, a esaudire.
E' per questo che, secondo diverse fonti, potrebbe tenersi lunedì un nuovo vertice dei leader con la premier e il ministro dell'Economia per fare un'ultima sintesi. E definire anche i contorni del contributo degli istituti di credito che rappresenta una delle principali voci di copertura sulla quale, però, alcuni tra gli alleati di governo, FI in primis, chiedono paletti. Nel frattempo proseguono le interlocuzioni con l'Ue e si confida in spiragli positivi per poter provare a estendere i margini di manovra. I tecnici sono comunque al lavoro e tra le possibili novità spunta - come anticipato dal Sole 24 ore - un 'salvagente' per i truffati del superbonus.
L'ipotesi è di dare la possibilità ai cittadini di regolare eventuali posizioni sanzionabili con il versamento di un'imposta sostitutiva parametrata al beneficio incassato irregolarmente. Una sorta di 'scudo' che consentirebbe di chiudere le pendenze con il fisco per una platea ancora difficile da quantificare. L'aliquota sarebbe ancora in valutazione ma questa sorta di ravvedimento operoso potrebbe portare un po' di risorse aggiuntive alla manovra.
"È positivo - commenta il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa - che il governo stia valutando un intervento per attenuare le conseguenze fiscali sui proprietari della caotica legislazione sul superbonus. L'obiettivo deve essere quello di tutelare chi ha agito in buona fede, che in molti casi è già stato costretto a subire perdite economiche ingenti". E sul fronte anziani, un altro cardine della manovra, sempre il Sole 24 ore ipotizza una card tra 300 e 500 euro per over 75 per le spese sanitarie, con una soglia Isee. Nei giorni scorsi FI aveva sollevato il tema chiedendo una soluzione (questa o quella del cashback) per aiutare i più fragili a sostenere le spese sanitarie nell'immediato senza dover attendere con il meccanismo delle detrazioni.
Altra misura che sarebbe allo studio sul fronte sanità è poi l'innalzamento del tetto di spesa per i dispositivi sanitari che, con il meccanismo del payback, pesa sulle imprese del settore. E sempre in tema di salute arriva dal governo un messaggio alle Regioni che nei giorni scorsi hanno lanciato un allarme. Nella prossima manovra "prevediamo un aumento del Fondo sanitario nazionale", assicura il sottosegretario Marcello Gemmato. Le misure allo studio sono comunque molteplici oltre all'ampliamento a 55mila euro del secondo scaglione Irpef, sollecitato in particolare da FI, alla cedolare al 5% per gli affitti lunghi (come chiede Noi Moderati) e l'abbassamento a 64 anni dell'età pensionabile chiesto dalla Lega. Si va dal lavoro alla scuola, alla difesa. Dalla Cisl arriva la richiesta di detassare le tredicesime, oltre, sottolinea Daniela Fumarola, a "un adeguamento pieno delle pensioni all'aumento del costo della vita".
Sul comparto sicurezza torna a insistere FI che chiede fondi per la 'previdenza dedicata': si tratta di un fondo per sostenere chi, col contributivo e un'uscita anticipata da un lavoro usurante si ritrova spesso con un assegno previdenziale ridotto. "Sono 480 milioni spalmati in 10 anni - spiega Maurizio Gasparri, tra i promotori della norma - una spesa assolutamente sostenibile anche a fronte delle risorse che potranno essere liberate grazie alla flessibilità sul comparto". In tema di scuola, infine, rispunta il bonus paritarie (fino 1.500 euro a famiglie con Is