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La vittoria di Lula una doccia fredda per Milei, ha scommesso tutto su Bolsonaro
La vittoria del leader
progressista Luiz Inácio Lula da Silva alle presidenziali del
Brasile ha avuto un impatto a più livelli sulla vicina
Argentina. Per il presidente ultraliberista Javier Milei - tra i
pochi a non essersi ancora congratulato con Lula - si è trattato
di una vera e propria doccia fredda.
Il successo del leader del Pt fa infatti naufragare
pesantemente la narrativa propagandata da Milei di
un'inesorabile avanzata delle destre in tutta la regione
latinoamericana e obbliga il presidente argentino adesso a
risolvere la maggiore crisi diplomatica che si ricordi con
Brasilia aperta dopo i reiterati insulti rivolti pubblicamente a
Lula.
Il leader argentino, aveva puntato tutto sulla vittoria di
Flavio Bolsonaro presenziando anche, il 25 luglio, l'annuncio
della sua candidatura a San Paolo e affermando in
quell'occasione che insieme avrebbero cacciato il "ladrone" di
Lula "a calci nel sedere". Quelle dichiarazioni avevano poi
spinto il governo brasiliano a rimandare ulteriormente il
ritorno del suo ambasciatore a Buenos Aires affermando che le
relazioni rimanevano degradate a tempo indefinito al "rango di
rappresentante d'affari". Il Brasile rimane il principale socio
commerciale dell'Argentina e, nonostante tutto - affermano
alcuni analisti - il rapporto bilaterale potrebbe continuare
come finora, con una collaborazione tecnica che prosegue negli
organismi comuni e con scambi economici che non si sono
interrotti.
Sul fronte interno, inoltre, la vittoria del leader del Pt ha
suscitato entusiasmo tra le fila dell'opposizione peronista.
L'ex presidente Cristina Kirchner ha definito il risultato 'un
vero e proprio 17 ottobre elettorale', in riferimento alla data
che segna la nascita del movimento peronista. Il probabile
futuro candidato alle presidenziali del 2027, Axel Kicillof, ha
parlato invece di "una notte storica" sostenendo che "non ci
sono ingerenze straniere né campagne di odio in grado di
sconfiggere un popolo che difende la propria sovranità e la
propria dignità".
L'impatto si è sentito temporaneamente anche sul fronte dei
mercati con lo spread schizzato oggi fino a quasi 750 punti
mentre alcuni dei titoli delle principali società argentine a
Wall Street lasciavano sul terreno oltre il 10%.
La vittoria di Lula una doccia fredda per Milei, ha scommesso tutto su Bolsonaro
BUENOS AIRES,
26 ottobre 2026, 17:03
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