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Scontri al corteo pro Askatasuna, interrogatori precautelari per 19 indagati
Sono cominciati al Palazzo di giustizia di Torino gli interrogatori precautelari dell'inchiesta sugli scontri avvenuti nel capoluogo piemontese il 31 gennaio scorso durante una protesta contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Riguarda 19 indagati di Torino e altre località italiane.
La procura ha chiesto l'emissione di due ordini di custodia cautelare in carcere e otto agli arresti domiciliari, più nove misure restrittive.
Gli incidenti ebbero luogo quando una parte del corteo si riversò in corso Regina Margherita per avvicinarsi allo stabile in cui fino al momento dello sgombero era insediato il centro sociale. A carico di uno dei diciannove indagati è stata mossa l'accusa di tentato omicidio in relazione all'incendio di una camionetta delle forze dell'ordine: per gli investigatori sarebbe stata anche ostacolata la fuga dell'agente a bordo.
Il concorso nelle lesioni riportate da 103 agenti delle forze dell'ordine durante gli scontri avvenuti a Torino lo scorso 13 gennaio è, secondo quanto è stato possibile verificare, l'accusa che accomuna i 19 indagati. La maggior parte di loro non ha preso parte direttamente alle violenze contro poliziotti e carabinieri ma, sempre secondo quanto si è appreso, per la procura di Torino vanno considerati coinvolti a titolo di concorso per avere partecipato allo spezzone del corteo che tentò di avvicinarsi all'ex centro sociale Askatasuna.
La circostanza è contestata dalle difese non solo dal punto di vista della legittimità della costruzione giuridica, ma anche perché alcuni indagati erano stati identificati in momenti diversi e altri - affermano - erano addirittura rimasti in disparte durante i tafferugli. Uno degli indagati è chiamato in causa per tentato omicidio in relazione all'incendio di una camionetta delle forze all'ordine. A un altro è stata mossa l'accusa di rapina per essersi impadronito del manganello di un poliziotto preso a calci da altri dimostranti.