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Recensione Amazfit Cheetah 2 Pro: uno sportwatch serio che sa fare anche lo smartwatch
Amazfit Cheetah 2 Pro è uno smartwatch che punta in modo molto più netto sulla corsa e sull'allenamento strutturato. Non ha l'impostazione estrema e specialistica del T-Rex Dual Solar che abbiamo provato di recente: qui l'obiettivo è offrire un running watch premium, completo ma abbastanza leggero e discreto da poter essere indossato senza problemi anche tutto il giorno. La combinazione tra titanio grado 5, vetro zaffiro e peso contenuto gli permette infatti di mantenere un aspetto sportivo senza diventare troppo aggressivo. A questo si aggiungono GPS dual-band, metriche evolute per la corsa, Zepp Coach, HybridCharge e una piattaforma software ormai molto ricca. Il risultato è un orologio pensato per chi corre con continuità e vuole uno strumento che segua non solo l'allenamento, ma anche recupero e vita quotidiana.
Amazfit Cheetah 2 Pro riesce a trovare un buon equilibrio tra sportività ed eleganza. La cassa misura 48 mm, quindi non è certo piccola, ma il peso di appena 45,6 grammi senza cinturino cambia parecchio la percezione al polso: anche dopo molte ore resta comodo e poco invasivo, decisamente più di quanto le dimensioni potrebbero suggerire.
Esteticamente il Cheetah 2 Pro riesce anche a distinguersi abbastanza. La struttura in titanio è molto scavata, soprattutto in corrispondenza delle anse, con aperture che alleggeriscono visivamente la cassa e le danno un aspetto tecnico senza renderla troppo aggressiva. Anche il cinturino contribuisce parecchio: le grandi perforazioni geometriche migliorano la ventilazione ma diventano anche un elemento distintivo del design, rendendolo immediatamente riconoscibile come running watch premium.
La struttura utilizza titanio grado 5 per telaio e cassa, mentre il display è protetto da vetro zaffiro. Dopo il periodo di prova entrambi sono rimasti integri. La ghiera è invece in plastica e, pur integrandosi bene nel design, è inevitabilmente l'elemento meno pregiato: osservandola con attenzione è comparso un minuscolo graffio, praticamente invisibile nell'uso normale ma utile a ricordare che non tutta la superficie esterna gode della stessa resistenza.
Anche il cinturino in silicone da 20 mm contribuisce parecchio al comfort. È meno ingombrante rispetto a quello di molti sportwatch e durante la prova l'ho tenuto praticamente sempre al polso, anche per dormire, correre e nelle normali attività quotidiane, senza particolari fastidi.
I quattro pulsanti fisici sono facilmente raggiungibili e tornano particolarmente utili durante l'attività sportiva, quando affidarsi esclusivamente al touchscreen sarebbe meno pratico. Non manca neppure la torcia integrata, con luce bianca e rossa, una funzione semplice ma concretamente utile per chi corre al mattino presto o la sera.
La certificazione 5 ATM è più che sufficiente per il pubblico a cui si rivolge: resiste a pioggia, sudore, doccia e nuoto senza problemi, senza inseguire le specifiche più estreme dei modelli rugged. Anche sotto questo aspetto, insomma, il Cheetah 2 Pro resta coerente con la propria identità di running watch premium.
Amazfit Cheetah 2 Pro punta su una piattaforma molto completa, ma qui tutto è chiaramente orientato alla corsa e al monitoraggio dell'allenamento.
Il sistema di posizionamento utilizza GPS dual-band con supporto a sei sistemi satellitari e, nell'uso reale, il fix è quasi sempre molto rapido: in genere si resta sotto i dieci secondi, con tempi ancora più brevi nelle aree più aperte.
Anche il comparto biometrico è affidato al BioTracker 6.0 PPG, già visto sugli altri Amazfit recenti. Nei test i valori sono rimasti sostanzialmente allineati a quelli rilevati dal T-Rex Dual Solar usato in parallelo. Una particolarità interessante è la forma del fondello: la zona che ospita il sensore è leggermente bombata e questo aiuta a mantenerla ben aderente alla pelle del polso, favorendo un contatto costante anche durante l'attività e il sonno.