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Steam invasa dai giochi spazzatura creati con l'IA, ma a Valve non frega nulla
Valve ha affrontato pubblicamente il tema dei giochi di bassa qualità che affollano Steam durante lo Steam Indie Connect, un evento tenuto martedì in Corea del Sud con una sessione di domande e risposte riservata agli sviluppatori locali. A rispondere sono stati Tom Giardino e Marc Wilkinson, entrambi del team Business di Steam, davanti a studi che lamentavano la crescente difficoltà a farsi notare su una vetrina sempre più affollata. La posizione emersa, riportata dalla testata coreana Inven, è netta su un punto: l'azienda non intende bloccare i titoli realizzati con l'intelligenza artificiale generativa, ma vuole intervenire sul modo in cui lo store mette in evidenza i giochi.
Il nodo sollevato dagli sviluppatori riguarda quello che in inglese viene chiamato AI slop, cioè la massa di prodotti sfornati in tempi rapidissimi con strumenti generativi, spesso cloni di titoli già esistenti, che finiscono per sommergere i progetti indipendenti curati. Uno degli studi presenti ha raccontato di aver partecipato all'ultimo Next Fest ottenendo risultati deludenti, citando anche le lamentele circolate sui social network per la quantità di giochi scadenti in vetrina. Wilkinson ha spiegato che durante i primi due giorni del festival i titoli vengono mostrati in ordine casuale, e solo dopo entrano in funzione le raccomandazioni personalizzate basate sui gusti dell'utente.
La scelta, ha chiarito, serve a garantire una quota di visibilità a tutti e a impedire che chi si iscrive per primo ottenga un vantaggio immediato. Il prezzo da pagare, però, è proprio l'esposizione di prodotti di scarso valore: "Siamo pienamente consapevoli della situazione e un numero significativo di persone sta ragionando su come risolvere il problema", ha dichiarato Wilkinson. In pratica, le critiche più dure arriverebbero quasi tutte da quella finestra iniziale di 48 ore.
Sul fronte dell'IA, Giardino ha ribadito che la scelta degli strumenti spetta a chi sviluppa: "Non vogliamo fare i guardiani e dire agli sviluppatori quali strumenti usare o non usare". Alla segnalazione di studi che avrebbero ricevuto email estorsive, con la minaccia di pubblicare prima un clone generato dall'IA in assenza di un pagamento, ha risposto che Valve valuterà i casi riportati, ma che l'estorsione resta materia per le forze dell'ordine. L'approccio dell'azienda, ha aggiunto, punta meno alla rimozione delle copie e più a far pesare l'originale negli algoritmi di scoperta: "Invece di affidarsi a una singola meccanica che chiunque può copiare, bisogna far crescere il gioco aggiungendo funzioni, personalità e creatività che nascono dal proprio punto di vista".
Giardino ha infine ricordato che richieste simili non sono una novità: accadde con Steam Greenlight quattordici anni fa e di nuovo con l'arrivo di Steam Direct, il sistema di autopubblicazione. Ogni volta la risposta è stata la stessa, cioè non filtrare i titoli deboli ma migliorare la vetrina per far emergere quelli validi. "Non pensiamo di essere perfetti e c'è ampio margine di miglioramento", ha ammesso, indicando come priorità una piattaforma più intelligente e dinamica anziché limiti all'accesso. Per chi sviluppa e per chi compra, questo significa che la selezione resterà aperta e che le differenze si giocheranno sempre di più sulla qualità dei suggerimenti personalizzati.
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