// MACITYNET — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Lo speech clock dell’intelligenza artificiale: ecco come invecchia la mente secondo l’AI
Questo sito contiene link di affiliazione per cui può essere compensato
Nel 2019 una ricerca di Apple sulla demenza, condotta con la casa farmaceutica Eli Lilly e la startup Evidation, osservò che chi mostrava sintomi di declino cognitivo digitava più lentamente, con meno regolarità, e mandava meno messaggi. Per dodici settimane erano stati seguiti 82 volontari sani e 31 persone con stadi diversi di declino, tutti dotati di iPhone, Apple Watch e di un sensore per il sonno. Lo studio non trasse conclusioni e chiese ulteriori analisi.
Sette anni dopo, ci siamo: abbiamo le risposte. Adesso il segnale sotto osservazione è un altro: il modo in cui si parla. Il 30 settembre 2026 la rivista Science Advances ha pubblicato il lavoro di un gruppo internazionale guidato dal Global Brain Health Institute del Trinity College di Dublino, che ha battezzato speech clock un modello di machine learning capace di stimare l’età di una persona a partire da centinaia di caratteristiche acustiche e linguistiche del suo parlato. L’autore senior è Agustín Ibáñez, professore di Brain health alla scuola di medicina del Trinity College.
La differenza tra l’età anagrafica e quella che l’algoritmo attribuisce alla voce si chiama speech age gap. Un valore positivo indica che il modello attribuisce al parlato un’età superiore a quella anagrafica. Lo speech age gap è un indicatore sperimentale associato a diversi parametri dell’invecchiamento, non una misura diretta della velocità con cui una persona sta invecchiando.
Il modello non si concentra su una singola misura. Dal lato acustico considera l’altezza della voce, la cadenza, la durata delle pause, il timbro e la modulazione emotiva. Dal lato linguistico pesa la ricchezza del vocabolario, la densità lessicale, la coerenza semantica e la complessità della sintassi. Tutti questi parametri confluiscono in un indice composito che stima l’età, e dallo scarto rispetto alla data di nascita nasce il divario individuale.
Per fare questa analisi sono state usate quasi tremila voci dall’America Latina. Infatti, i dati vengono da 2928 partecipanti di lingua spagnola in Argentina, Cile, Colombia, Messico e Perù, reclutati attraverso il consorzio ReDLat, nato per ampliare la ricerca sulla demenza in America Latina. Il gruppo comprendeva anziani cognitivamente sani, persone con declino cognitivo lieve, pazienti con malattia di Alzheimer e pazienti con diverse varianti di demenza frontotemporale. La ricerca sui biomarcatori della demenza si è concentrata a lungo su coorti di Nord America ed Europa occidentale, e questo campione sposta altrove il baricentro.
I partecipanti sani mostrano i divari più piccoli. Nei pazienti il valore cresce, con l’Alzheimer sotto le due varianti di demenza frontotemporale. Chi aveva una voce più anziana della propria età presentava anche un’età cerebrale più avanzata, misurata con la risonanza magnetica strutturale e funzionale, e un’età più alta secondo tre diversi orologi epigenetici basati sulla metilazione del dna.
Nei pazienti con Alzheimer il divario seguiva i livelli plasmatici di una proteina che è proteina tau fosforilata 217 (p-tau217), uno dei marcatori ematici più sensibili della malattia. Un divario più ampio coincideva poi con funzioni esecutive più deboli, memoria di lavoro più fragile e minore autonomia quotidiana, anche nei compiti che con il linguaggio non c’entrano.
Il parlato porta anche una traccia sociale. Tra i sani e tra i malati di Alzheimer, un’esistenza segnata da bassa istruzione, insicurezza alimentare, scarso accesso alle cure e difficoltà economiche si associava a un invecchiamento vocale più rapido. «La nostra voce sembra contenere molte più informazioni sull’invecchiamento di quanto riconoscessimo finora», ha detto Ibáñez.
Gli autori descrivono lo speech clock come un impianto sperimentale di ricerca, lontano da un test diagnostico. I dati sono trasversali, fotografano un momento, e per sapere se un profilo vocale più vecchio preannunci un declino pri