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Col nuovo disegno di legge di Bilancio 2027 arriva una stangata per le sale LAN: come funziona
L'articolo 25 del Disegno di Legge di Bilancio 2027 ha l'obiettivo di introdurre un quadro sia fiscale che normativo per le sale LAN, settore che dopo anni di vuoto normativo avrà leggi ben specifiche che, però, probabilmente andranno a generare parecchie polemiche dopo quelle già nate qualche anno fa.
Il settore delle sale LAN rientra ora in una nuova categoria pensata per PC, console e simulatori che permettono di divertirsi con sfide basare esclusivamente sull'abilità e che non prevedono vincite in denaro. La nuova normativa impone che le strutture adibite a sala LAN debbano avere una sala dedicata esclusivamente a questo scopo (non devono ad esempio esserci slot machine nella stessa stanza) e che vi siano almeno 20 postazioni di gioco. Viene anche richiesto che le sale in questione includano elementi atti a non alienare chi sta giocando con particolari elementi estetici e magari la presenza di orologi o altri oggetti utili per avere piena consapevolezza del tempo trascorso. Ovviamente sono severamente vietate anche le scommesse su qualsiasi tipo di torneo o attività svolta dai giocatori delle sale LAN.
La norma prevede inoltre che l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) rilasci autorizzazioni ogni due anni con tassazioni piuttosto elevate: tenendo conto dei costi per ogni apparecchio, sala, gioco e piattaforma, si stima che una sala dotata di 20 PC (con 5 giochi ed una piattaforma di gestione) debba spendere ben 25.000 euro solo nelle autorizzazioni biennali. Ma non finisce qui, poiché si aggiungono anche i costi relativi all'Imposta sugli Intrattenimenti, che dovrebbe aggirarsi sui 15.000 euro all'anno di imponibile per ogni postazione e 25.000 euro per i simulatori più complessi. In questi casi, quindi, ci si riferisce alla base imponibile su cui calcolare l'aliquota e non di tasse da pagare direttamente.
Ci sono anche regole molto rigide sull'accesso ai minori, sulle licenze d'uso (devono essere tutte regolarmente acquistate e pensate per un accesso in un esercizio aperto al pubblico) e sulla cronologia delle attività, che andrà salvata per almeno cinque anni. Chi non soddisfa i requisiti non dovrà chiudere immediatamente, ma potrà presentare entro due mesi di tempo dall'entrata in vigore della legge un'autocertificazione, regolare i pagamenti in sospeso e adeguarsi alle regole. In ogni caso, il rischio è che queste nuove regolamentazioni possano inevitabilmente portare alla chiusura di molte strutture, in particolar modo quelle appartenenti a realtà più piccole e non in grado di sostenere questi costi.
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