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Addio al Neil Gehrels Swift Observatory: brucerà nell’atmosfera
La NASA ha comunicato che il Neil Gehrels Swift Observatory dovrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre intorno alle ore 3:30 (le 9:30 in Italia) del 4 novembre. Il telescopio brucerà quasi completamente, ma alcuni componenti potrebbero sopravvivere alle elevate temperature. Non c’è nessun pericolo per l’Italia, in quanto si trova a latitudini superiori.
Il Neil Gehrels Swift Observatory è stato lanciato il 20 ottobre 2004. Nel corso degli anni è diminuita la sua altitudine a causa del decadimento orbitale (accentuato dalle recenti tempeste solari). Non ha un sistema di propulsione, quindi la NASA aveva assegnato a Katalyst Space il compito di spingere più alto il telescopio con la navicella LINK, ma il piano è fallito.
A fine ottobre è terminata la sua missione, quando si trovava a circa 275 Km di altitudine. La NASA ha comunicato ieri sera che il rientro nell’atmosfera è previsto alle ore 3:30 del 4 novembre (c’è ancora un margine di errore di 11 ore). Swift pesa circa 1.500 Kg, ma brucerà quasi completamente. I pannelli solari, le antenne e il corpo in alluminio si fonderanno, ma alcuni frammenti in tungsteno, acciaio e vetro arriveranno sulla Terra.
La NASA spiega che il Neil Gehrels Swift Observatory ha un’orbita inclinata di 20,6 gradi rispetto all’equatore. Ciò significa che i frammenti potranno cadere tra i 20,6 gradi di latitudine nord e i 20,6 gradi di latitudine sud. Per l’Italia non c’è nessun pericolo, in quanto si trova tra 47 e 35 gradi di latitudine.
La fascia di 21 gradi a nord e sud dell’equatore copre principalmente Oceano Pacifico, Oceano Atlantico e Oceano Indiano, ma anche zone molto popolate di America Latina, Africa e Asia. Secondo la NASA, la probabilità che i frammenti possano causare danni a persone o cose è 1 su 2.100. Le previsioni sul rientro verranno aggiornate nelle prossime ore. Hubble subirà la stessa sorte se non verrà portato ad un’altitudine maggiore.