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Il Papa in Sudamerica dopo il tumore, 'assistenza ordinaria'
Il Papa è pronto per il viaggio in Sudamerica: sarà dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù. Un tour de force di dodici giorni che arriva dopo l'intervento per asportare il tumore al polmone. Ma l'assistenza che riguarderà la sua salute sarà quella "ordinaria", ha assicurato il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni nel briefing con i giornalisti per presentare il viaggio. "Non ci saranno particolari accortezze a quelle che si hanno normalmente", ovvero garantire l'assistenza "ad un uomo di 71 anni che ha superato un intervento e che è tornato alla vita normale". "Non ci saranno attrezzature mediche speciali", ha ribadito il portavoce vaticano.
In tutti i viaggi il Papa è accompagnato da uno staff medico e infermieristico. Anche nello scorso viaggio, quello in Francia a fine settembre, era sul volo papale il medico personale del Papa, il dottor Luigi Carbone.
E quindi il programma è tutto confermato, compresi i voli in elicottero e quella tappa a Cuzco, in Perù, che con i suoi 3.500 metri d'altezza è tra le più delicate del viaggio. Ma, come detto nell'incontro con la stampa, "è un viaggio molto atteso e molto desiderato dal Papa". Saranno una quarantina i testi che verranno pronunciati da Prevost e saranno tutti in spagnolo. Tra i temi "l'attenzione ai più fragili, l'interesse per i carcerati, la lotta alle ingiustizie". Saranno "diversi gli incontri con i giovani", ha detto ancora Bruni.
Esordio in sala stampa vaticana per la neo prefetta della Comunicazione, Maria Montserrat Alvarado, che ha salutato i giornalisti nelle diverse lingue di lavoro. E anche in italiano: "Buon pomeriggio, sto imparando, pazienza per favore", ha detto sorridendo.
Intanto, nei tre paesi pronti ad accogliere il Pontefice, si preparano anche gli incontri con le vittime di abusi. E se in Uruguay sarà l'arcivescovo di Montevideo, il cardinale Daniel Sturla, a consegnare una lettera delle vittime al Papa, in Argentina ci sarà un vero e proprio incontro, come confermato dall'arcidiocesi di Buenos Aires. "Gli abusi sessuali in ambito ecclesiastico costituiscono un reato civile, non un peccato religioso", afferma l'organizzazione Sobrevivientes annunciando che verrà chiesta a Leone 'tolleranza zero' contro questo tipo di crimini.
L'associazione statunitense Bishop-Accountability ha annunciato invece che, in occasione della visita di Leone XIV in Perù, presenterà una lista di almeno 70 membri del clero coinvolti in denunce di abusi e chiederà al Pontefice di indagare e sanzionare vescovi e superiori religiosi che avrebbero protetto membri del clero accusati di abusi. In Perù grandi scandali furono provocati dalla congregazione del Sodalicio, soppressa nel 2025.
Se in Perù sarà per Prevost un ritorno a 'casa', e in Uruguay una occasione per risvegliare la fede nel paese più secolarizzato dell'America Latina, in Argentina "la visita coprirà quell'assenza di Bergoglio, un enigma il fatto che non abbia mai fatto ritorno in patria", commenta Guzman Carriquiry, uno dei maggiori esperti di Chiesa in America Latina che è stato al servizio della Santa Sede per quasi mezzo secolo. E nella cattedrale della Santissima Trinità di Buenos Aires, il 9 novembre, ci sarà proprio un omaggio a Bergoglio.