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Morire di lavoro, altre 5 vittime. Sono oltre 700 nel 2026
E' uno stillicidio che non accenna a fermarsi, quello delle morti sul lavoro in Italia: oggi una giornata tragica con cinque vittime in altrettanti episodi, senza distinzione tra Nord e Sud, tra grandi e piccole aziende. E una sesta vittima è spirata in ospedale, a distanza di cinque giorni dall'incidente.
Una strage che quest'anno ha raggiunto e superato quota 700, secondo i dati Inail, e circa 404.809 denunce totali di infortuni in occasione lavorativa, in aumento del 5,4% rispetto all'anno scorso.
All'interno dello stabilimento Fincantieri di Porto Marghera (Venezia) un operaio romeno di 34 anni ha perso la vita mentre si trovava all'interno di una nave in costruzione. Verso le 11 è stato improvvisamente colto da malore. Fincantieri ha espresso "profondo cordoglio" per la morte del lavoratore sottolineando che in segno di lutto le attività produttive sono state sospese per tutto il giorno. La società poi fa sapere che "non risultano altre persone ferite".
Gli esperti del Nucleo regionale Nucleare batteriologico chimico radiologico dei Vigili del fuoco hanno effettuato misurazioni e campionamenti; in via cautelativa tutte le analoghe attività sono state interrotte ed i lavoratori allontanati. L'area è stata posta sotto sequestro.
A San Nicolò, in provincia di Piacenza, un operaio di 54 anni è morto nel centro abitato della località emiliana. L'uomo, che lavorava per Iren, era all'interno di un tombino sulla strada, davanti all'ingresso di un'abitazione, per effettuare la lettura di alcuni contatori dell'acqua, quando è stato investito da un'automobile che stava effettuando una manovra per entrare nell'area dei box, ed è deceduto all'istante.
A Trecate nel Novarese un operaio di 57 anni è morto nel pomeriggio schiacciato dal braccio metallico di una gru che gli è caduto addosso mentre si trovava all'interno di un cantiere in una azienda di via Vigevano. L'uomo, con gravi traumi, è deceduto poco dopo il ricovero all'ospedale Maggiore di Novara.
Scendendo più a Sud, il terzo incidente mortale sul lavoro è avvenuto a San Leucio di Sannio, in provincia di Benevento. Un giovane operaio extracomunitario, mentre era lavoro all'interno di una ditta che opera nel settore della lavorazione degli inerti della frantumazione del pietrisco, è precipitato da una scala. Inutili i soccorsi.
Infine a Casarano, in provincia di Lecce, è morto il titolare di una ditta edile, Rushani Bashkim, 61 anni, nato a Durazzo (Albania) ma residente nella località pugliese. Durante le fasi di lavorazione in una casa privata è rimasto schiacciato dalla caduta di un cancello scorrevole, anche qui morendo all'istante.
Risale infine a cinque giorni di distanza dall'incidente sul lavoro, la morte avvenuta ieri all'ospedale di Tommasino Calvaresi, operaio 70enne di San Benedetto del Tronto rimasto gravemente ferito il 29 ottobre dopo essere caduto da un'impalcatura di circa tre metri in un cantiere edile ad Acquaviva Picena (Ascoli Piceno).
Il panorama nazionale degli incidenti sul lavoro restituisce un quadro impressionante: i dati Inail relativi ai primi otto mesi del 2026 descrivono un'Italia segnata da circa 404.809 denunce totali di infortuni in occasione lavorativa, pari a +5,4% rispetto al 2025. L'Anmil, Associazione fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, segnala l'aumento del 2,9% delle denunce di infortunio con esito mortale: da gennaio ad oggi, 701 lavoratori hanno perso la vita e le denunce di malattia professionale aumentano del 16,3%, arrivando a quota 74.542.