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Come capire se un vecchio gioco PS1 è una prima stampa?
Chi ha conservato i videogiochi della prima PlayStation potrebbe avere in casa qualche pezzo interessante per i collezionisti.
Attenzione, però: non tutte le copie dello stesso titolo sono uguali.
Nel corso degli anni Sony e gli editori hanno messo in commercio ristampe, edizioni economiche e versioni con confezioni diverse, e distinguere una vera prima stampa da una riedizione non è sempre facile. Ecco come orientarsi.
Il primo controllo riguarda la copertina. Molti appassionati conoscono le cosiddette Black Label, riconoscibili dalla fascia nera con il logo PlayStation nella parte bassa del frontale, e le contrappongono alle edizioni Platinum, le ristampe economiche dal caratteristico colore argentato. Il ragionamento "Black Label uguale prima stampa", però, è sbagliato, e il motivo merita una spiegazione.
Nei primi anni di vita della console, molti giochi europei uscivano senza quella fascia nera: la grafica con la banda scura e gli ologrammi di autenticità furono introdotti solo nel corso del 1997. Questo significa che le primissime edizioni PAL dei titoli del 1995 e del 1996 non avevano affatto l'aspetto Black Label, mentre le loro ristampe successive sì. In pratica, una copia Black Label di un gioco del 1995 è quasi certamente una riedizione, non l'originale.
Rayman è un caso emblematico. La prima edizione PAL del 1995, distribuita anche in Italia, non aveva ologramma e aveva una copertina posteriore prevalentemente nera. La ristampa del 1997 aggiunse invece l'ologramma e modificò la confezione: due copie che a prima vista sembrano identiche, ma con un valore collezionistico molto diverso.
La copertina da sola quindi non basta. Serve verificare anche il codice identificativo, il codice a barre e le scritte stampate sulla confezione. Le edizioni europee usano codici che iniziano con SLES o SCES, riportati sia sul disco sia sulla custodia: identificano la versione del gioco, ma spesso non distinguono due tirature diverse della stessa versione. Un aiuto in più arriva dalle scritte incise nell'anello trasparente interno del CD, che possono variare da una stampa all'altra e vanno confrontate con copie già documentate.
Anche il contenuto della confezione racconta la sua storia. Manuali e eventuali cartoline promozionali cambiavano spesso da una pubblicazione all'altra. Per le copie vendute in Italia possono essere utili gli adesivi del distributore e il bollino SIAE, tenendo presente che la loro presenza non certifica da sola una prima stampa.
Per fare un confronto serio esistono archivi specializzati come PSX PAL Database e PAL-ITA, che catalogano le diverse edizioni europee e italiane con foto e dettagli di ogni variante.
La regola finale è semplice: nessun singolo elemento certifica una prima stampa PS1, bisogna confrontare confezione, disco e contenuti con la prima versione documentata. E prima di pagare una copia come rara, conviene sempre assicurarsi che non sia una ristampa con la stessa copertina.
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