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La Cassazione, 'Saman uccisa dal clan perché voleva una vita diversa'
L'omicidio di Saman Abbas "non fu
il frutto di una decisione maturata la notte del crimine, ma
l'esecuzione di un progetto criminoso elaborato in precedenza e
condiviso all'interno di tutto il nucleo familiare, senza che il
tempo trascorso fosse riuscito a fungere da adeguata
controspinta". Non si può quindi considerare un atto d'impeto, o
comunque estemporaneo, "come erroneamente ritenuto" in primo
grado, ma "una decisione premeditata per sanzionare il disonore
arrecato dalla ragazza, che intendeva vivere secondo canoni
sociali diversi da quelli di origine". Lo afferma la Corte di
Cassazione, in un passaggio delle cento pagine con cui si chiude
la vicenda processuale sull'assassinio della 18enne scomparsa
nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 da Novellara
e ritrovata sepolta sotto tre metri di terra nei dintorni di
casa, un anno e mezzo dopo.
Oltre a confermare la premeditazione, parlando di
un'eliminazione decisa dal clan familiare pachistano, la
sentenza che motiva le condanne definitive all'ergastolo per i
genitori della ragazza Shabbar Abbas e Nazia Shaheen e per i
cugini Ijaz Ikram e Noman Ul Haq e i 22 anni inflitti allo zio,
Danish Hasnain, la Suprema Corte afferma anche un altro
principio: "I diritti inviolabili, come la vita, non possono
essere sacrificati a tradizioni culturali o religiose
antistoriche, né l'adesione a stili di vita confessionali e di
fede può giustificare maltrattamenti, prevaricazioni o violenze
di alcun tipo, costituendo i menzionati diritti uno sbarramento
invalicabile che nessuna pretesa finalità educativa, ancorché di
matrice etico-religiosa, autorizza a disconoscere o a
comprimere". E' inoltre la stessa sentenza della Corte di assise
di appello di Bologna, sottolinea la Cassazione, a rimarcare
come il movente del reato "non trovi avallo neppure nel diritto
positivo del paese d'origine degli imputati, come evolutosi nel
tempo. L'ordinamento pakistano, infatti, sanziona penalmente il
delitto d'onore sin dal 2016".
La Cassazione, 'Saman uccisa dal clan perché voleva una vita diversa'
BOLOGNA,
06 novembre 2026, 18:48
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