// IGN ITALIA — GAMING
IGN Retro: Sword of Sodan
Ormai qualche annetto fa qui su IGN Retro ho parlato di quello che viene reputato un grande classico per computer Amiga, ovvero Shadow of the Beast di Psygnosis, che con la sua grafica sbalorditiva fece abbastanza scalpore nel 1989. Un tipico caso in cui alla qualità visiva non corrisponde però un gameplay altrettanto valido, qualcosa che i giocatori avevano in effetti già vissuto sulla propria pelle un anno prima, all'uscita di un altro titolo d'azione fantasy caratterizzato da una grafica mostruosa (per i canoni di allora, ovviamente). Parliamo di Sword of Sodan, action-game di Discovery Software (responsabili tra l'altro dell'ottimo sparatutto Hybris) lanciato proprio sui sistemi Amiga nel 1988.
Nel gioco impersoniamo il muscoloso guerriero Brodan o l'altrettanto possente sorella spadaccina Shardan in una missione per eliminare il malvagio negromante Zoras, responsabile della morte dei genitori della coppia di eroi. Inizia così un viaggio strutturato in tredici diversi livelli in direzione della rocca di Craggamoor (tanto per non farsi mancare qualche altro nome fantasy...), dove avverrà lo scontro finale. Notare che quando scrivo "in direzione della rocca" intendo semplicemente... verso destra.
Si, perché una particolarità di Sword of Sodan è il fatto che tutta l'azione vede il nostro personaggio avanzare semplicemente da sinistra a destra verso la fine del livello, senza neppure la possibilità di voltarsi, un po' come avviene nel gioco da sala Gladiator del 1986, probabilmente una fonte di ispirazione. In effetti bastano pochi secondi col joystick in mano per accorgersi di quanto limitato sia il sistema di controllo del gioco: possiamo avanzare, indietreggiare, chinarci o saltare, mentre a livello offensivo possiamo semplicemente colpire con la spada a tre altezze. Non pervenute le opzioni difensive: lo scudo in dotazione ai personaggi è lì solo per estetica.
A dire il vero, le opzioni a disposizione del giocatore sono qualcosina in più di quanto possa sembrare, grazie alla presenza di alcuni incantesimi che possiamo raccogliere e utilizzare al momento opportuno. Questi permettono di fare cose interessanti, come curarci, aumentare la potenza dei nostri colpi o persino danneggiare direttamente i nemici: imparare a sfruttarli con saggezza diventa ben presto fondamentale per superare determinati passaggi di Sword of Sodan. Già, perché il prudente Zoras schiera contro di noi avversari di ogni genere: dai semplici soldati, che rappresentano comunque una discreta minaccia, a bestie di vario tipo, fino ad arrivare a un paio di scagnozzi dello stregone particolarmente coriacei e magari dotati anche di poteri magici. Insomma, la varietà non manca. Nel corso del viaggio incontreremo inoltre alcune trappole, un paio di passaggi che richiedono salti di precisione e persino una breve sezione in cui ci ritroveremo in sella a una sorta di inquietante struzzo dotato di gambe umane.
Anche le ambientazioni mostrano un'apprezzabile varietà, alternando paesaggi come prati, corridoi, cimiteri e foreste, fino ad arrivare all'immancabile castello finale. Il problema, semmai, è che alcune zone si esauriscono praticamente nell'arco di una singola schermata e che portare a termine l'avventura, una volta acquisita un po' di pratica, richiede appena una ventina di minuti. Non propriamente un'esperienza longeva, insomma.
Limitato e breve, dunque, Sword of Sodan si rivela comunque un gioco intenso e dotato di un fascino tutto suo, dovuto principalmente agli enormi sprite che lo animano e che, all'epoca, fecero non poco scalpore. A contribuire alla sua spettacolarità c'era anche un livello di violenza considerevole, tra spruzzi di sangue e qualche mutilazione qua e là. Anche il comparto sonoro lascia il segno, grazie ad alcune musiche, a diversi effetti sonori ben realizzati e alla voce del nostro mentore che, quasi come in un tutorial, interviene di tanto in tanto per spiegarci cosa fare. In un periodo in cui molti giochi per Amiga, soprattutto l