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Recuperare i dati su dark web impossibile, come sulla rete aperta
Che sia il dark web o la rete aperta e accessibile a chiunque, è un'impresa praticamente impossibile recuperare i dati personali sottratti o sfuggiti al controllo, come quelli del ministro degli Esteri Antonio Tajani, del procuratore di Roma Francesco Lo Voi e il capo della Polizia postale Ivano Gabrielli. I loro dati personali sono finiti sul dark web e per gli esperti di cybersicurezza, tentare di bloccarli è arduo come cercare di arginare uno sversamento di petrolio. I dati possono infatti essere copiati e moltiplicati decine di volte in un numero indefinito di siti. "Lo sversamento di petrolio è il paragone migliore quando si parla di fughe di dati personali", osserva Stefano Zanero, professore ordinario di Cybersecurity al Politecnico di Milano. "Si può cercare di fare pulizia, ma - aggiunge - il danno non si riesce contenere: vale per i dati pubblicati sul dark web come per quelli pubblicati sulla rete liberamente accessibile". La differenza è nel fatto che il dark web limita la diffusione e rende più difficile individuare i siti nei quali i dati potrebbero trovarsi. In tutti i casi, rileva, il miglior mezzo di contrasto è "prevenire la sottrazione dei dati". "Una volta sottratti, i dati possono finire nelle mani di chiunque", dice Matteo Flora, docente di Sicurezza delle AI alla European School of Economics. "Sul dark web in genere finiscono grandi moli di dati, per esempio relativi a banche o contabilità online, può accadere che contenuti dei clienti vengano venduti al miglior offerente, o cartelle cliniche. Dietro compenso, i dati possono essere aggregati e, se un singolo dato sottratto può apparire insignificante, nell'arco di mesi o di anni se ne possono collezionare a centinaia, fino ad avere una copertura del 60%-70% dei cittadini". Sulla rete aperta i siti di questo tipo con fini puramente commerciali sono proliferati e stanno diventando molto economici: possono dare informazioni come indirizzi di posta elettronica o numeri di telefoni cellulari, ma in alcuni casi possono conservare dati come quelli relativi a fallimenti di società oppure a procedimenti giudiziari relativi a persone ormai riabilitate e cancellati dai casellari giudiziari. Possono finirci dati di personaggi diventati pubblici solo in un secondo tempo. "Il problema - rileva Flora - è la convergenza di siti come questi perché acquistano reciprocamente i contenuti". Inoltre "sono servizi che guadagnano così tanto da non avere interesse a rispondere alle richieste di cancellazione", che sono estremamente complesse. "Ne abbiamo censiti a centinaia", ma "cercare di recuperare dati violati è come cercare di recuperare qualcosa dalla ricettazione". Quanto al dark web, qui "non si può chiedere la rimozione". E' difficile rintracciare i dati e, "anche se si trovano, non si possono rimuovere o comunque provare a farlo - dice Flora - richiederebbe mesi". Bisognerebbe, per esempio, cercare i server, ma è probabile che siano i cosiddetti 'bulletproof', sistemi a prova di proiettile che spesso chiudono un occhio su contenuti illegali.
Recuperare i dati su dark web impossibile, come sulla rete aperta
ROMA,
07 novembre 2026, 20:33
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