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Gordon Murray S1: il nuovo capolavoro è un V12 manuale da 12.100 giri
Aria di rivoluzione per Gordon Murray: la nuova S1 rinuncia al carico estremo per il massimo comfort su strada. Motore V12 da 12.100 giri e produzione limitata a 64 unità.
Altro che tempo sul giro e fiumi di fibra di carbonio usati solo per schiacciare l’auto a terra. Alla Monterey Car Week 2026, durante l’evento The Quail, Gordon Murray Special Vehicles ha mostrato la sua nuova S1.
L’impostazione di partenza deriva direttamente dalla S1 LM, certo, ma la filosofia qui si ribalta del tutto. Niente esasperazioni aerodinamiche: la nuova arrivata punta dritta al comfort per le lunghe percorrenze, all’aderenza puramente meccanica e a quel feeling di guida analogico che oggi sembra quasi sparito.
Il cambio di rotta lo capisci subito guardandola di profilo. La S1 cancella con un colpo di spugna l’enorme ala posteriore fissa, lo splitter davanti e le minigonne pronunciate della variante LM. Ogni singolo pannello della carrozzeria in fibra di carbonio è stato ridisegnato per sagomare una linea molto più pulita e classica. E per la stabilità ad alta velocità? L’auto sfrutta un sistema aerodinamico attivo del tutto integrato nella parte posteriore, che lavora al posto delle appendici fisse.
Nel frontale cambiano i gruppi ottici, con le luci diurne spostate all’interno del proiettore. Poco più in basso, proprio nella presa d’aria della calandra, spuntano due fari supplementari. È un tributo al prototipo di Monaco del 1992, una soluzione stilistica pensata da Murray decenni fa ma mai arrivata sui modelli di serie. A completare gli esterni ci pensano gli specchietti ancorati ai montanti (con retrocamere integrate), cerchi leggeri dal disegno inedito e portiere diedrali con finestrini tradizionali che scendono davvero, utilissimi per abbandonare i soliti vetri in plexiglas da gara.
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Sotto la superficie batte il V12 aspirato Cosworth da 4,2 litri, ben visibile nel vano motore insieme allo scarico in Inconel lucidato e alla classica protezione termica in oro 24 carati. Questo motore sa urlare fino a 12.100 giri al minuto e sforna 690 CV con 500 Nm di coppia. La vera sorpresa per chi la usa tutti i giorni sta però più in basso: l’81% della spinta arriva già a 2.500 giri, permettendo riprese fluide senza dover tirare ogni marcia. La scheda tecnica parla da sola, tra pistoni leggeri al carburo di silicio, valvole e bielle in titanio e la lubrificazione a carter secco.
La trasmissione fa affidamento su un cambio manuale a sei marce, dove i cavi di rinvio più dritti regalano innesti secchi e una sesta marcia rapportata per il riposo nei trasferimenti autostradali. Sotto la pelle le carreggiate restano quelle larghe della LM, ma l’altezza da terra sale di 10 mm e le s