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Google potrebbe affidare ad AMD una TPU di nuova generazione
Google starebbe valutando il coinvolgimento di AMD nello sviluppo di una TPU di nuova generazione. Le indiscrezioni riguardano la famiglia v10 e, in particolare, un possibile acceleratore ibrido con core CPU integrati nello stesso package: una configurazione destinata ai carichi di reinforcement learning e ai modelli agentici, che richiedono più elaborazione general purpose rispetto all'addestramento tradizionale degli LLM.
Il ruolo dell'azienda di Sunnyvale non è ancora definito e il progetto non è stato annunciato ufficialmente. Dopo nove generazioni di acceleratori proprietari, sviluppati con Broadcom nel ruolo di progettista del silicio, Google dispone già delle competenze necessarie per realizzare una TPU convenzionale. Per questo appare meno probabile che AMD debba occuparsi direttamente delle varianti TPU v10 dedicate esclusivamente all'inferenza o all'addestramento.
Lo scenario più interessante riguarda invece un nuovo ASIC AI personalizzato capace di affiancare unità tensoriali e core general purpose nello stesso modulo. Nei sistemi destinati al reinforcement learning, la CPU deve coordinare ambienti, agenti, generazione dei dati e numerose operazioni che non possono essere trasferite efficacemente all'acceleratore. Avvicinare fisicamente le due componenti potrebbe diminuire latenze, consumi e traffico attraverso le interconnessioni del server.
Google ha già aumentato il peso delle CPU nelle piattaforme più recenti. I sistemi TPU 8i, progettati per inferenza, ragionamento e RL, prevedono un processore Google Axion ogni due TPU. Nei server basati sugli acceleratori di settima generazione, invece, il rapporto era di uno Xeon Emerald Rapids ogni quattro TPU. In alcuni carichi particolarmente complessi potrebbe risultare vantaggioso persino un rapporto di una CPU per ciascun acceleratore.
AMD possiede una combinazione di tecnologie adatta a questa evoluzione: core CPU x86, interconnessioni ad alta velocità, chiplet e acceleratori per data center. Il precedente più vicino è Instinct MI300A, un'APU che riunisce nello stesso package chiplet CPU e GPU con memoria ad alta banda. Nel più ampio panorama delle architetture non convenzionali, che comprende anche una CPU costruita dentro una blockchain, il progetto ipotizzato da Google rappresenterebbe un'applicazione decisamente più concreta dell'integrazione tra calcolo specializzato e general purpose.
Una possibile configurazione potrebbe quindi combinare chiplet TPU progettati da Google, core AMD e memoria HBM in un modulo realizzato sfruttando il know-how dell'azienda nel packaging avanzato. Restano aperte altre ipotesi: AMD potrebbe fornire soltanto proprietà intellettuale, logiche programmabili, interconnessioni oppure servizi di integrazione, senza produrre l'intero acceleratore.
Finché non arriveranno conferme ufficiali, la partecipazione di AMD e le caratteristiche del chip devono essere considerate indiscrezioni. L'elemento tecnico centrale rimane però la possibile nascita di una TPU v10 più dipendente dalla CPU, ottimizzata per workload di ragionamento e agentici. Se il progetto arrivasse nei data center, segnerebbe un cambiamento nell'architettura dei sistemi AI, finora costruiti soprattutto per concentrare la maggior parte del lavoro sugli acceleratori.
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