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NASA testa nuove ruote per i rover delle future basi lunari
La NASA ha messo alla prova cinque nuove ruote progettate per spostare rover e carichi sulla superficie lunare. I prototipi, selezionati attraverso la Rock and Roll with NASA Challenge, hanno affrontato rocce, pendenze e terreno incoerente presso il Johnson Space Center di Houston. L'obiettivo è trovare soluzioni leggere e resistenti per le attività di lunga durata attorno a una futura base lunare. Una ruota affidabile permetterebbe infatti a equipaggi e robot di allontanarsi maggiormente dai siti di atterraggio.
Alla fase finale sono arrivati cinque gruppi, scelti tra 128 proposte presentate da partecipanti di 49 Paesi. Le ruote sono state montate su MicroChariot, un rover sperimentale da 45 chilogrammi, e sottoposte ai percorsi del Rock Yard. Gli ingegneri hanno osservato trazione, stabilità, assorbimento degli urti e capacità di adattarsi alle irregolarità, caratteristiche che devono convivere con massa ridotta, velocità e possibilità di produrre modelli di dimensioni differenti.
Le soluzioni seguono principi meccanici molto diversi. La HTR Variable Flex Lunar Wheel impiega un sistema interno che modifica la rigidità in funzione del terreno e delle necessità del veicolo. La Hiper Wheel utilizza cavi in tensione e una struttura ondulata per ottenere un comportamento elastico senza i tradizionali raggi radiali. La ruota in titanio di Huff Helo usa invece lamiera sagomata come struttura e molla, ma durante le prove la sua elevata rigidità l'ha fatta rimbalzare su alcuni ostacoli.
Il progetto vincitore, Scotch Pad Tyres, è stato sviluppato dall'ingegnere australiano Daniel Bloomfield insieme al figlio Isaac. Il prototipo combina una struttura deformabile in Nomex con un mozzo di alluminio e supporti interni che aiutano la ruota a conservare la forma. Sulla superficie sono stati applicati resina e graniglia di corindone per aumentare la presa. Nei tratti cedevoli la ruota può avvolgere parzialmente gli ostacoli, invece di urtarli come farebbe una struttura troppo rigida.
Per chi segue la tecnologia, queste ruote sono un laboratorio di materiali, strutture elastiche e progettazione adattiva destinato a macchine che non possono essere riparate facilmente. Ruote, sospensioni e alimentazione dovranno funzionare come un unico sistema: aumentare percorrenza e carico richiede anche accumulatori più robusti, un problema di materiali che si ritrova nella corsa alle batterie allo stato solido.
La conseguenza operativa è concreta: rover più affidabili potrebbero trasportare strumenti scientifici, materiali da costruzione e risorse su distanze maggiori, ampliando l'area accessibile attorno agli avamposti. La NASA usa i prototipi terrestri per studiare queste tecnologie, mentre i veicoli destinati alla superficie possono essere supportati anche dalla Commercial Lunar Payload Services. Il test di Houston, tuttavia, confronta concetti meccanici e non certifica ancora una ruota pronta per una missione.
Mancano infatti le condizioni più severe. Le prossime valutazioni potrebbero esporre i prototipi a polvere simile alla regolite, vuoto ed escursioni termiche nelle camere termovuoto del centro Johnson, oltre a misurarne l'usura su distanze più lunghe e con carichi diversi. La regolite è abrasiva e può insinuarsi nei meccanismi, mentre il vuoto altera il comportamento di materiali e lubrificanti. Solo dopo queste prove sarà possibile capire quali idee possano passare dalla competizione a un programma di sviluppo lunare.
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