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Star Wars: Galactic Racer, il multiplayer, gli sgusci e il DNA dei racing: intervista a Fuse Games
Star Wars: Galactic Racer è ormai in dirittura d'arrivo, con il suo carico di corse bello variegato. Della parte singleplayer e dell'interessante campagna dalla struttura roguelite vi ho parlato nel precedente articolo; oggi è invece il turno del multiplayer, che ho sperimentato attraverso una breve sessione organizzata ad hoc. Al termine della prova ho avuto anche il piacere di scambiare due parole con Kieran Crimmins, creative director presso Fuse Games, che mi ha spiegato la filosofia dietro a questo Star Wars: Galactic Racer, cosa ci possiamo aspettare al lancio del gioco e anche oltre con l'accenno a possibili DLC. Non perdiamo tempo, dunque, e torniamo subito a correre!
Il comparto multigiocatore di Star Wars: Galactic Racer è esclusivamente online, non è previsto il multiplayer in locale, ma le opzioni per divertirsi comunque non mancano. Come vi ho spiegato nell'articolo precedente, si corre su quattro tipologie di veicoli differenti: landspeeder, speeder bike e skim speeder corrono tutti insieme; i podracer, invece, fanno storia a sé. Per entrambe le categorie non manca l'opportunità di fare una gara rapida per trovarsi subito in pista con l'attesa minore possibile, ma la portata principale del pacchetto è il Multiplayer Tour.
Il Tour emula l'esperienza roguelite del singleplayer, con la costruzione e la crescita del veicolo gara dopo gara scegliendo i componenti e le caratteristiche che più si avvicinano al vostro stile di guida. Nella prova eravamo in dodici, numero massimo; ognuno ha scelto un pilota tra quelli disponibili e selezionato la tipologia di veicolo con cui gareggiare tra le tre citate in precedenza. A questo punto, dopo aver eventualmente messo mano all'estetica del mezzo, si scende subito in pista, ma non prima di aver piazzato una puntata scommettendo sul proprio piazzamento.
I meno fiduciosi possono scegliere la "base", che regala una ricompensa se si finisce entro i primi nove; poi abbiamo la scommessa "alta", che garantisce una ricompensa epica arrivando tra i primi sei, oppure si può scegliere di andare all-in con la piazzata "leggendaria", chiudendo la corsa entro i primi tre. Un'aggiunta semplice ma che mi ha conquistato subito, perché aggiunge una spruzzatina di spezie alle gare, con i giocatori che vedono premiati i loro piazzamenti positivi con un vantaggio per le tappe successive, se hanno avuto coraggio con la puntata.
Dopo aver gareggiato nel primo pianeta si passa al successivo, per cinque gare in cui si salta da un mondo all'altro, ognuno con caratteristiche e ostacoli di cui tener conto, fino ad arrivare alla sesta che è quella finale nello stadio della Galactic League, la resa dei conti in cui si piazza la scommessa sul possibile vincitore e in cui si può puntare su chiunque dei piloti in gara. In questa modalità Tour, tra scommesse, upgrade al veicolo, scelta delle abilità, e pezzi da comprare, mi è capitato forse per la prima volta in un racing game online di utilizzare tutto il tempo a mia disposizione tra una gara e l'altra, senza accusare quegli spiacevoli momenti morti per il matchmaking in cui può capitare di prendere in mano lo smartphone e interrompere l'immersione per scrollare a caso qualche social. Ecco, io non ho toccato il mio telefono per tutta la prova; sembra una cosa di poco conto ma, in realtà, fare sì che l'utente non senta la necessità di intrattenersi altrove quando ha il pad tra le mani rappresenta una conquista da non sottovalutare.
La seconda parte della prova è stata dedicata al Podracing Tour, le corse con i podracer (o sgusci) resi celebri da Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma e guardate con nostalgia anche da alcuni videogiocatori non della prima ora che, forse, ricordano Star Wars: Episode I Racer, il gioco pubblicato quasi trent'anni fa su Nintendo 64. Come vi anticipavo nell'articolo sul singleplayer, non era proprio possibile integrare i podracer nelle corse con gli altri veicoli, e per un motivo ben preciso: vanno troppo veloci!
Le gare