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Faduma ora si sente al sicuro, 'ho smesso di fuggire'
"Sono molto felice di essere al sicuro. Ho paura di tornare in Italia". La voce di Faduma è finalmente sollevata, e le parole arrivano attraverso chi la protegge, un pastore evangelico in Germania, che si sta battendo per lei da giorni. La giovane somala di 22 anni avrebbe dovuto fare le valigie e raccogliere tutte le sue cose, in base a un provvedimento di espulsione annunciato per domani 19 agosto, quando è arrivata la conferma che una comunità evangelica di Norimberga era disposta a concederle asilo, evitandole di tornare in Italia. Un rientro nel primo Paese europeo di approdo del suo lungo viaggio - con tappe difficili in Sudan e in Libia - che semplicemente la terrorizzava.
"Il tempo orribile della fuga è finito", ha detto all'ANSA la ragazza, poche ore dopo la notizia arrivata dall'Associazione "Matteo-Chiesa e asilo", che le consentirà di restare in Germania dove si trova il resto della sua famiglia, "fino a quando Berlino non ritirerà la misura", secondo l'associazione."Ne ho passate tante", ha aggiunto accennando al passato, di cui ricorda fra l'altro "tutte quelle botte prese da tanti uomini" nel Paese di origine e nella sua traversata fra due continenti."Qui mi sento a mio agio e in sicurezza - ha spiegato -. Sono grata del sostegno. Ho paura di tornare in Italia". "Vorrei rimanere in Germania con la mia famiglia", il suo comprensibile desiderio.Faduma Abdirisaq Warsame è scappata innanzitutto da un matrimonio combinato con un islamista in Somalia. Ma i dettagli dell'incubo vissuto riguardano anche l'Italia dove, dopo una buona accoglienza a Lampedusa il 27 febbraio 2026, era stata trasferita in una struttura dietro la stazione centrale di Milano, "in pessime condizioni igieniche, senza docce, e in spazi condivisi con gli uomini", ha riferito il presidente di Matteo-Chiesa e asilo, Stefan Reichel. "Era finita praticamente in mezzo alla strada, e lì finirebbe di nuovo, da sola", ha aggiunto Reichel che da giorni denuncia il fatto che l'Italia "non sia preparata ad accogliere e integrare i migranti, avendo fatto poco o nulla negli ultimi quattro anni". "Al centro di accoglienza della località bavarese di Schweinfurt c'è una buona prassi - ha raccontato ancora riferendosi al luogo in cui la ragazza è stata con la madre, il fratello e tre sorelle più piccole, tutti ben integrati -. I rifugiati vengono avvertiti in caso di espulsione. Non è sempre così neppure in Germania, dove i migranti vivono con il fiato sul collo della polizia, che potrebbe presentarsi alla porta da un momento all'altro".Faduma, arrivata in Assia il 31 marzo, conosce da tempo la data in cui sarebbe stata cacciata: il 19 agosto, come si legge nel documento visionato dall'ANSA, "orario di prelievo dalle 4.30 alle 7 del mattino". Un'alba attesa con orrore in questi giorni. Non è la sola però a vivere nell'angoscia: "Il provvedimento di espulsione riguarda altri due rifugiati. E sono stato contattato da 30-40 persone che temono come lei di dover tornare in Italia", ha concluso Reichel.
Faduma ora si sente al sicuro, 'ho smesso di fuggire'
BERLINO,
18 agosto 2026, 20:05
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