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Addio test sugli animali? Vivodyne punta sui tessuti umani
Dodici laboratori robotizzati capaci di coltivare, trattare e osservare tessuti umani tridimensionali costituiscono il nuovo datacenter biologico di Vivodyne. L'impianto produce dati sperimentali causali destinati all'addestramento di modelli AI per la scoperta dei farmaci e la valutazione preclinica. L'azienda lo definisce il centro biologico umano con la maggiore capacità al mondo: il primato, tuttavia, è una dichiarazione della stessa Vivodyne.
La capacità complessiva indicata dalla società raggiunge circa 3,1 milioni di esperimenti controllati all'anno. Ciascun laboratorio HIVE può gestire fino a 10.000 tessuti in un ciclo automatizzato, generando i relativi dati nell'arco di una o due settimane. La piattaforma esegue in autonomia le operazioni di coltura, somministrazione dei trattamenti e monitoraggio, permettendo di ripetere gli esperimenti su una scala difficilmente ottenibile con procedure manuali.
I sistemi HIVE supportano più di 20 modelli di tessuto sano o patologico, inclusi fegato, polmone, intestino, pancreas, midollo osseo e tumori solidi. Ogni tessuto comprende tra 200.000 e 500.000 cellule e può integrare strutture più articolate, come reti vascolari perfusabili, stroma e componenti del sistema immunitario. Vivodyne descrive i modelli e la loro composizione nella pagina dedicata ai tessuti umani della piattaforma.
Durante gli esperimenti vengono raccolte immagini confocali 3D, misure trascrittomiche a risoluzione di singola cellula e profili proteomici. Queste informazioni formano dataset basati su interventi controllati: i ricercatori possono osservare come un tessuto risponde a un determinato trattamento, invece di ricavare soltanto correlazioni da dati osservazionali. Vivodyne punta così a ridurre la dipendenza da test animali, colture cellulari semplificate e raccolte di dati umani prive di un intervento sperimentale diretto.
La piattaforma è progettata per valutare in anticipo l'efficacia di un candidato farmaco, la sua possibile tossicità e le risposte biologiche generate nei diversi tessuti. Lo sviluppo dell'infrastruttura è sostenuto anche dai 40 milioni di dollari raccolti da Vivodyne in un round Series A guidato da Khosla Ventures nel 2025, successivo a un finanziamento seed da 38 milioni di dollari.
I risultati prodotti dagli HIVE rimangono strumenti preclinici: non sostituiscono le sperimentazioni sugli esseri umani e non dimostrano che l'AI sia già in grado di curare il cancro. La capacità dei modelli addestrati con questi dataset di prevedere gli esiti clinici e ridurre i fallimenti nello sviluppo dei farmaci dovrà essere verificata attraverso studi indipendenti e sperimentazioni cliniche. Per ora, Vivodyne ha costruito l'infrastruttura necessaria a produrre dati umani controllati su larga scala; l'efficacia medica delle previsioni resta da validare.
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