// TOM'S HARDWARE ITALIA — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L’AI consuma troppa acqua? Liquid Death risponde con l’urina
Liquid Death e Garage Beer hanno lanciato di recente una campagna che invita provocatoriamente i consumatori a spedire la propria urina ai centri di calcolo dedicati all'intelligenza artificiale. L'iniziativa, affidata all'ex giocatore di football Jason Kelce, porta sotto i riflettori il consumo d'acqua delle infrastrutture AI e le conseguenze che i grandi impianti possono avere sulle reti idriche locali.
Nel video Kelce sostiene che i data center AI sprechino milioni di galloni d'acqua e propone una soluzione volutamente assurda: sostituirla con l'urina raccolta dagli spettatori. Un avviso inserito nella campagna chiarisce però che nessuno deve realmente spedire campioni biologici. La richiesta è quindi una trovata pubblicitaria, non un programma operativo per il raffreddamento dei server.
Dietro la battuta ci sono episodi concreti. Un campus di 615 acri a Fayetteville avrebbe prelevato 29 milioni di galloni, contribuendo a problemi di pressione idrica protratti per oltre 15 mesi. Un'altra controversia riguarda un data center Meta in Georgia, accusato di aver intorbidito l'approvvigionamento d'acqua di una comunità vicina.
La scelta di usare una trovata volutamente grossolana permette ai due marchi di affrontare un problema tecnico senza adottare il tono di una lezione. È una dinamica già emersa nel dibattito suscitato dall'esposto del Codacons sulla campagna Tutto ok, è iPhone: messaggi pubblicitari semplici e aggressivi attirano l'attenzione, ma finiscono anche sotto esame quando toccano responsabilità aziendali e percezione del pubblico.
Microsoft e Amazon hanno sostenuto che i rispettivi centri di calcolo utilizzino quantità d'acqua relativamente contenute. NVIDIA, invece, sta sviluppando tecnologie che potrebbero ridurre fino al 100% l'acqua richiesta da determinate configurazioni. La percentuale dipende tuttavia dal sistema di raffreddamento adottato: non rappresenta automaticamente il consumo complessivo di ogni struttura.
Una strada già percorsa da alcuni impianti consiste nell'impiego di acque reflue trattate al posto dell'acqua potabile. In termini tecnici, ciò non significa pompare direttamente urina nei circuiti delle GPU: i liquidi passano attraverso la rete fognaria, vengono depurati e possono essere riutilizzati nei sistemi industriali, riducendo la pressione sulle riserve destinate alla popolazione.
La campagna non fornisce un bilancio verificabile dei consumi del settore, ma fissa un criterio concreto per il confronto: nuovi impianti, capacità di calcolo e promesse di efficienza devono essere accompagnati da dati locali su prelievi, riciclo e disponibilità idrica. L'espansione dell'intelligenza artificiale non elimina infatti i limiti fisici delle comunità che ospitano i server.
Aggiungi Tom's Hardware alle tue fonti preferite su Google