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Cosa vuol dire Abandonware: posso scaricare questi giochi gratis legalmente?
Avete mai sentito il termine abandonware? Nello specifico viene usato per indicare i videogiochi che, col passare del tempo, sono spariti dal mercato. Non sono reperibili negli store, spesso non vengono più venduti e, in alcuni casi, appartengono perfino a software house che hanno chiuso da anni.
Proprio questa loro condizione, però, ha alimentato un equivoco che continua a esistere ancora oggi. Se un gioco è stato "abbandonato", significa anche che chiunque possa scaricarlo liberamente? La risposta è meno scontata di quanto si possa pensare.
Il termine Abandonware, infatti, non ha alcun valore legale. Nata tra gli appassionati, è un'espressione che indica la vita sul mercato di quel dato videogioco.
In altre parole, il fatto che un videogioco non venga più distribuito non significa che abbia perso automaticamente la protezione del copyright. Sono due aspetti completamente diversi. Un titolo può essere fuori commercio da vent'anni e continuare comunque ad avere un proprietario dei diritti. Nel frattempo l'azienda potrebbe essere stata acquisita, potrebbe aver cambiato nome oppure aver ceduto il proprio catalogo a un altro editore.
La confusione nasce proprio dal fatto che si tende a credere che, se un gioco non è più acquistabile da nessuna parte, allora non ci sia alcun problema nello scaricarlo da uno dei tanti archivi presenti online. Dal punto di vista legale, però, la risposta non cambia. Se quella copia viene distribuita senza il consenso di chi detiene i diritti, il download non è autorizzato.
Il fatto che molti siti dedicati agli abandonware siano online da anni non va interpretato come una sorta di "via libera". Più semplicemente, in diversi casi i titolari dei diritti decidono di non intervenire perché non hanno più un interesse commerciale verso quel videogioco. È una scelta, non una rinuncia ai propri diritti.
Naturalmente esistono anche delle eccezioni. Per esempio, possono esserci alcuni sviluppatori che hanno deciso di distribuire gratuitamente le proprie opere, altri che hanno autorizzato specifici archivi oppure hanno pubblicato il gioco con licenze che ne consentono il download. In questi casi non è l'etichetta abandonware a rendere legittimo il download, ma l'autorizzazione concessa dal proprietario dei diritti.
Un discorso a parte riguarda la conservazione dei videogiochi. Sempre più opere rischiano di andare perdute perché dipendono da hardware ormai introvabile o da supporti che si deteriorano con il passare degli anni. Per questo motivo musei, biblioteche e altre istituzioni possono beneficiare di alcune eccezioni previste dalla legge per preservare il software. Si tratta però di norme pensate per la conservazione del patrimonio videoludico, non per consentire la libera distribuzione delle copie su Internet.
In definitiva, abandonware è un termine che descrive lo stato commerciale di un videogioco, non il suo stato giuridico. Un titolo può essere stato dimenticato dall'industria, ma continuare a essere tutelato dal diritto d'autore esattamente come il giorno della sua pubblicazione. Prima di scaricarlo, quindi, la domanda da porsi è una sola: chi detiene oggi quei diritti ne ha autorizzato la distribuzione?
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