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Come usare un vecchio router per isolare i dispositivi smart home con una VLAN dedicata
Avete un vecchio router che non usate più, qualche cavo Ethernet avanzato da un lavoro di cablaggio e una rete domestica dove smartphone, PC e lampadine smart condividono lo stesso spazio senza alcuna separazione? Allora avete già tutto il necessario per risolvere uno dei problemi più sottovalutati della smart home. La storia che vi raccontiamo arriva da XDA Developers, ma il principio è applicabile a chiunque abbia un cassetto pieno di hardware dimenticato.
Nella fattispecie, ogni dispositivo IoT che aggiungiamo alla rete domestica, dalle prese smart ai sensori Zigbee, condivide la stessa sottorete di computer e smartphone. Se una lampadina o un sensore economico viene compromesso, ha in teoria accesso a tutto il resto. Ecco quindi il motivo per cui chi si occupa di sicurezza informatica consiglia da anni di segmentare la rete in VLAN separate.
Il problema è che farlo con l'hardware di un operatore è quasi impossibile, e comprare un router gestito solo per questo sembra eccessivo.
Ma se avete già un vecchio router nel cassetto, la storia cambia.
Il metodo descritto prevede di collegare il router secondario alla porta LAN del router principale tramite un cavo Ethernet, mettendolo in cascata. Il router secondario riceve connessione dal primo, ma gestisce una rete completamente separata: tutti i dispositivi smart home finiscono su questa rete isolata, mentre PC, smartphone e NAS restano sul router principale. Il NAT doppio e il tagging VLAN garantiscono che i due segmenti non si vedano tra loro.
Il passaggio chiave è installare un firmware alternativo sul vecchio router, perché il software originale di molti modelli non espone le opzioni di VLAN tagging. Le opzioni più diffuse e ancora in sviluppo attivo sono tre:
Prima di procedere, è fondamentale verificare la compatibilità del proprio modello sulla lista hardware ufficiale del firmware scelto: non tutti i router ricevono le stesse funzionalità, e flashare un firmware non supportato può rendere il dispositivo inutilizzabile.
Una volta installato il firmware corretto e configurata la VLAN dedicata ai dispositivi smart, bastano circa dieci minuti di configurazione per avere la rete separata operativa. Vale anche la pena disattivare la banda a 5 GHz sul router secondario se i dispositivi IoT usano solo il 2,4 GHz, per ridurre le interferenze e i consumi.
Il risultato è che ogni presa smart, sensore e lampadina vive su una VLAN dedicata e non può comunicare con i dispositivi sulla rete principale. Se un dispositivo IoT viene compromesso, il danno resta confinato a quella rete. Niente regole firewall complesse da mantenere, niente audit periodici: l'isolamento è gestito direttamente dal firmware del router secondario, che fa girare una sola rete.
Un dettaglio non banale: questo approccio non richiede di toccare la configurazione del router principale. La rete esistente resta invariata, e il router secondario si aggiunge come strato aggiuntivo senza interferire con nulla. Il costo complessivo dell'operazione, se avete già il router e i cavi, è zero euro.