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Media, Giappone inerte contro le sanzioni Usa alla Cpi, "un fallimento diplomatico"
L'atteggiamento attendista del
governo giapponese di fronte alle sanzioni statunitensi contro
la Corte penale internazionale (Cpi) si è rivelata un boomerang,
esponendo Tokyo a un "fallimento diplomatico". È il severo
monito che l'Asahi Shimbun lancia alla premier Sanae Takaichi,
dopo che l'amministrazione Trump ha esteso le misure restrittive
alla stessa presidente del tribunale, la giapponese Tomoko
Akane, nonostante i timori iniziali del governo nipponico. Le
sanzioni, basate su un ordine esecutivo firmato da Trump nel
febbraio 2025, non solo vietano l'ingresso negli Stati Uniti e
congelano gli eventuali beni, ma impediscono qualsiasi
transazione economica con i soggetti colpiti. Un impatto
devastante, ricorda il giornale, visto che il dollaro è la
principale valuta di riserva mondiale e istituzioni e aziende di
tutto il mondo rischiano pesanti multe se intrattenengono
rapporti con i sanzionati. La giudice canadese della Cpi,
Kimberly Prost, già finita nel mirino di Washington nell'agosto
2025, ha raccontato al quotidiano nipponico di aver perso
l'accesso a servizi come il Kindle di Amazon e l'app di
trasporto e consegna cibo Uber.
Un'assurda "morte sociale" digitale che ora minaccia anche
Akane e un alto funzionario legale della Corte, colpiti lo
scorso 18 agosto. Secondo l'Asahi, Tokyo non ha aderito alla
dichiarazione congiunta di 79 Paesi, tra cui Regno Unito,
Francia e Germania, a sostegno della Cpi nel 2025, per timore di
ritorsioni contro Akane; un calcolo rivelatosi controproducente.
In questo contesto, la cautela di Takaichi, che ha coltivato un
rapporto di vicinanza con la Casa Bianca, si è trasformata a
tutti gli effetti in una resa: "Se il Giappone non può parlare
con franchezza agli Stati Uniti quando è più importante, scrive
il quotidiano, allora si tratta di una "sconfitta per la
diplomazia". Lo Stato di diritto, conclude l'editoriale, è un
"salvagente" per un Paese che non è una superpotenza: invocarlo
a parole non basta, serve dimostrarlo con i fatti.
Media, Giappone inerte contro le sanzioni Usa alla Cpi, "un fallimento diplomatico"
TOKYO,
22 agosto 2026, 12:01
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