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Papa Leone XIV: l'IA può creare un nuovo colonialismo digitale
Gli algoritmi possono esercitare un potere poco visibile decidendo quali persone, contenuti e culture ottengono maggiore visibilità. È da questo rischio che Papa León XIV parte per chiedere una vigilanza pubblica ed etica sull’intelligenza artificiale: dati, capacità di calcolo e infrastrutture digitali non devono trasformarsi in strumenti di dominio ideologico, economico o culturale controllati da pochi soggetti. Nessuna finalità privata, sostiene il Pontefice, dovrebbe determinare da sola i valori incorporati nei sistemi automatizzati.
La posizione è contenuta in Magnifica Humanitas, la prima enciclica di León XIV, dedicata alla tutela della persona nell’epoca dell’IA. Il documento è stato firmato il 15 maggio 2026, nel 135º anniversario della Rerum Novarum di León XIII, e presentato pubblicamente dieci giorni dopo. L’enciclica afferma che l’IA non è moralmente neutrale, perché i dati selezionati, gli obiettivi assegnati e i criteri impiegati per classificare persone o contenuti derivano sempre da scelte umane.
León XIV concentra l’attenzione anche sulla distribuzione delle risorse necessarie a sviluppare questi sistemi. Quando dati, potenza di calcolo e infrastrutture restano nelle mani di un numero ristretto di attori tecnologici, possono nascere dipendenze, esclusioni e nuove disuguaglianze. Il Pontefice collega in particolare l’appropriazione di dati sanitari, genetici e demografici a una forma di colonialismo digitale ed economico, capace di trasferire informazioni sensibili e potere decisionale lontano dalle comunità che li hanno prodotti.
La risposta delineata nell’enciclica comprende responsabilità chiaramente attribuibili, trasparenza, controlli indipendenti e quadri giuridici adeguati. Queste garanzie vengono richieste soprattutto per i sistemi che incidono su diritti, lavoro, accesso al credito e reputazione. Il documento aggiunge l’educazione degli utenti e la partecipazione delle comunità interessate, così che decisioni con effetti concreti sulle persone non siano affidate a procedure opache o prive di un soggetto chiamato a risponderne.
Magnifica Humanitas propone inoltre di considerare i dati anche come beni comuni, evitando che il loro controllo sia affidato esclusivamente a soggetti privati. In questo quadro, l’espressione “disarmare l’IA” indica la necessità di sottrarre la tecnologia alle logiche di monopolio, competizione militare e dominio economico. Il richiamo riguarda quindi sia il funzionamento dei singoli sistemi sia la struttura industriale e politica entro cui vengono progettati e distribuiti.
Alla posizione espressa nell’enciclica si affianca un intervento organizzativo della Santa Sede. Nel maggio 2026 è stata istituita una Commissione interdicasteriale sull’intelligenza artificiale, composta da rappresentanti di diversi dicasteri e accademie pontificie. L’organismo ha il compito di coordinare attività e politiche vaticane sull’IA, portando il confronto su trasparenza, responsabilità e tutela della persona dentro una struttura permanente.
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