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Logitech non rimborsa i consumatori: denuncia negli USA
Un’azienda e un cittadino californiani hanno presentato una denuncia contro Logitech perché non ha rimborsato i consumatori, dopo l’annullamento dei dazi introdotti da Trump all’inizio di aprile 2025 che hanno causato un aumento dei prezzi dei prodotti. Simili denunce sono state presentate contro Amazon, Nintendo, Sony e Microsoft.
Come si ricorderà, Donald Trump ha annunciato l’imposizione di dazi reciproci ad oltre 100 paesi durante il cosiddetto Liberation Day del 2 aprile 2025. Sono stati quindi applicati ai prodotti importati negli Stati Uniti. Quasi tutte le aziende interessate hanno ovviamente “girato” i maggiori costi agli utenti attraverso l’aumento dei prezzi.
La Corte Suprema ha tuttavia stabilito che i dazi sono incostituzionali, in quanto Trump non poteva applicarli sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977. Questo potere spetta esclusivamente al Congresso. A partire da metà maggio 2026, la dogana statunitense ha iniziato a rimborsare i dazi incassati in maniera illegale.
Diverse aziende, tra cui FedEx, DHL e UPS, hanno restituito la differenza ai consumatori. Altre hanno invece sfruttato l’occasione per incrementare i profitti. Logitech ha aumentato i prezzi del 51% dei prodotti fino al 25%. Commentando i risultati finanziari relativi al quarto trimestre fiscale, il Chief Financial Officer dell’azienda (Matteo Anversa) ha ammesso che:
L’impatto positivo delle politiche sui prezzi statunitensi e il favorevole tasso di cambio hanno più che compensato l’impatto dei dazi e delle maggiori promozioni.
Nella denuncia (PDF) è scritto che Logitech ha ricevuto a fine giugno un rimborso di 61 milioni di dollari. Tale somma è stata registrata come riduzione dei costi nel bilancio del primo trimestre fiscale 2027. I prezzi dei prodotti sono rimasti invariati e i consumatori non hanno ricevuto nessun rimborso. Questo è il classico ingiusto arricchimento.
I denuncianti chiedono quindi al giudice di approvare la richiesta di class action e imporre a Logitech di rimborsare tutti i consumatori interessati. L’azienda californiana potrebbe però sfruttare un asso nella manica. Nell’accordo di licenza, che gli utenti accettano automaticamente con l’acquisto dei prodotti, viene sottolineato che le controversie legali devono essere risolte tramite arbitrato, quindi senza cause in tribunale.