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La Cina punta sul quantum: sarà una priorità fino al 2030
La Commissione centrale cinese per gli affari del cyberspazio ha inserito le tecnologie quantistiche tra le priorità del nuovo piano cyber 2026-2030. Il programma punta a rafforzare le aziende nazionali attive nella sicurezza informatica e nelle tecnologie dell'informazione, collocando il quantum accanto a semiconduttori avanzati e intelligenza artificiale nella strategia per la competitività tecnologica del Paese.
Il documento chiede alle imprese di intensificare la ricerca di base e sviluppare tecnologie considerate essenziali. L'elenco comprende chip di fascia alta, software di base, software industriale, comunicazioni di rete, protezione dei dati e sicurezza informatica. Le tecnologie dell'informazione connesse alla rete vengono descritte come un motore d'innovazione capace di produrre applicazioni trasversali e attirare investimenti consistenti in ricerca e sviluppo.
Il quantum compare inoltre in un gruppo di tecnologie di frontiera che comprende blockchain, interfacce cervello-computer, gemelli digitali e display di nuova generazione. La formula adottata non limita l'intervento al calcolo quantistico: il perimetro potrebbe includere anche comunicazioni quantistiche, reti dedicate, crittografia e sistemi di rilevamento. Il piano, tuttavia, non assegna finanziamenti specifici al settore e non definisce prestazioni, scadenze tecniche o obiettivi commerciali misurabili.
L'architettura industriale prevede sette azioni e 21 misure dedicate allo sviluppo delle imprese, all'innovazione, alla digitalizzazione industriale, all'espansione internazionale, alla sicurezza, al contesto economico e all'accesso alle risorse. Le autorità intendono favorire grandi gruppi capaci di organizzare interi ecosistemi, aziende specializzate e realtà innovative in rapida crescita, mantenendo anche una banca dati dei soggetti ritenuti più promettenti. L'attenzione alla risposta alle minacce richiama le urgenze operative emerse attorno a una falla critica di Splunk, dove monitoraggio e correzioni tempestive diventano elementi decisivi.
Un altro asse riguarda la commercializzazione della ricerca. Alle imprese viene assegnato un ruolo maggiore nella trasformazione dei risultati scientifici in prodotti e applicazioni, affiancando i programmi nazionali e provinciali già attivi. Per il settore quantistico, la direttiva potrebbe creare nuovi canali di sostegno alle aziende collegate allo Stato e agli operatori privati, senza configurare per ora un programma autonomo dotato di budget pubblico dichiarato.
L'intelligenza artificiale riceve indicazioni più dettagliate. Il piano prevede risorse per le società impegnate nei chip AI avanzati, nel miglioramento dei modelli di grandi dimensioni e nello sviluppo di agenti AI. Le aziende vengono inoltre incoraggiate a partecipare a progetti open source e comunità di sviluppatori. La convergenza tra semiconduttori, IA e quantum può sostenere sia il calcolo ad alte prestazioni sia alcune componenti della futura filiera quantistica.
Lo sviluppo tecnologico sarà accompagnato da maggiore supervisione. Le aziende dovranno migliorare l'identificazione dei rischi, gli avvisi preventivi, il monitoraggio delle minacce e la gestione delle emergenze, oltre a rafforzare la tutela dei dati personali e il controllo degli algoritmi. Sono previste anche misure contro gli abusi dell'IA e i comportamenti anticoncorrenziali. Entro il 2030, Pechino vuole ottenere imprese cyber più innovative, prodotti più maturi e un ecosistema industriale coerente con l'obiettivo di sovranità tecnologica.
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